formula-1_001384_5_mainpictureHo assistito dalle 14 alle 16 al Gran Premio della Turchia di Formula Uno. Come al solito mi sono annoiato. Non si vede più luce in Casa Ferrari sì da avere netta la sensazione che non rivedremo più la rossa che sfreccia per prima al traguardo.

E quando i due bolidi rossi arrivavano in tandem? Prima e seconda. Che bello! Che orgoglio nazionale, con l’inno italiano accompagnato dai gesti dell’impareggiabile Michael Shumacher. L’incanto si è spezzato dopo anni e anni di vittorie esaltanti.

Non la vedremo più quella rossa impenitente, irridente? Ora si parla di regole da cambiare, di possibile ritiro della nostra casa dalla Formula Uno. Ma siamo matti? Com’è possibile? Che cosa sarebbe una corsa senza la nostra rossa?

E poi, diciamocelo chiaro. La cattiva figura dei nostri colori non può essere causata dalle regole e dalla partecipazione alle gare di monoposto più o meno illustri. Siamo convinti che senza una macchina adeguata i piloti non possano fare la differenza. Vale per tutti l’esempio di Button, che si ritrova in testa alla classifica dei conduttori con una macchina nuova di zecca senza alcun prestigio e senza storia.

E noi? Si dice chiaramente, e siamo disposti a crederci, che abbiamo sbagliato tutto nella costruzione della nuova Ferrari, quella che partecipa alle gare di quest’anno. Può essere. Ma sarebbe una ragione di più per impegnarsi a fare al più presto una nuova macchina  e non a lamentarsi delle regole. Senza macchina non ci sono regole che tengano. Come anche senza piloti. Siamo sicuri che i nostri siano quelli giusti?

Forza Montezemolo e suoi collaboratori. Ridateci il sogno italiano, la nostra splendida rossa che sfrecciava sempre per prima al traguardo. Ci sono tante cose che non vanno in questo nostro paese. Ma non toglieteci  la speranza di un ritorno.

Lorenzo.rm 

http://www.youtube.com/watch?v=pl2x5Qh3ef4

scritto da nadia il 7 06 2009

Ieri sera sono passata a casa di mia mamma per procurarmi il Giornale di Vicenza che mi sarebbe servito per pubblicare l'articolo qui, in incontriamoci. Mia mamma sapeva che sarei passata e, arrivata, un po' di fretta, lei stava quasi per cenare. Mi chiede se voglio mangiare con lei e..........con mia sorpresa vedo che nella pentola sta bollendo ''risi e latte''. Un pietanza che da bambina mangiavo spesso. Era considerato, per quel che ne so io, il piatto dei poveri. Per fortuna a casa nostra, per quanto riguarda noi figli, non abbiamo dovuto superare questa dura prova della fame ma i miei genitori, si. C'è stata la guerra di mezzo e come ben si sa, poca gente riusciva a mangiare un lauto pranzo. Ma probabilmente a mia mamma, questo piatto è sempre piaciuto e ce lo preparava alla sera. A dire il vero piace ancora anche a me, anche se, in quanto a calorie.......!!!!!! Dicevo, ieri sera ho trovato un piatto anche per me e le ho fatto compagnia per la cena. Sulla strada del ritorno, mi sono chiesta se lo avrei trovato su internet questo piatto e oggi sono andata a curiosare. Ho sempre pensato fosse un piatto di origini venete e invece, si tratta di una minestra una volta molto diffusa sia nel lodigiano sia nel milanese. Veniva consumato nel pasto serale servito in profonde scodelle di terracotta. Di origine medioevale riunisce i due ingredienti tipici della pianura lombarda.

Vi devo dire che l' ho mangiato ben volentieri.....che sia perchè ho trovato pronto??

Vi trascrivo qui la ricetta per 4 persone.

Risi e latte

Risi e latte

Porzioni 4

Tipologia: Primi piatti in brodo

Stagionalità: Tutto l'anno

Difficoltà: Modesta

Tempo di esecuzione: 20 minuti

Tecnica di cottura: Lessatura

 

INGREDIENTI

  • Riso comune: 200 g
  • Latte fresco: 100 cl
  • Acqua: 0.4 L
  • Zucchero: 1 cucchiaio e ½
  • Burro: 20 g
  • Sale: q.b.

 

Mettere in una padella il latte, unire subito il riso ed il sale e la metà del burro; mettere il recipiente sul fuoco e far cuocere a fuoco lento mescolando spesso (specialmente verso la fine della cottura) perché non si attacchi sul fondo della pentola. Quando il riso è cotto, spegnere e unire il restante burro e lo zucchero. Servire subito.

Al contrario di quello che pensavo, il sito dice: nutritivamente è un piatto equilibrato e completo, si accompagna a un secondo a base di verdure e a frutta fresca di stagione. Il vino deve essere nuovo, acido come il Lambrusco Mantovano.

Vi consiglio di provare questa ricetta se non la conoscete già.......è molto gustosa e facile da preparare!!!

BUON APPETITO!!!

Nadia