Come recitava una vecchia canzone, apro il giornale e leggo che…l’Europa è in sciopero. Sciopero…mi chiedo??? Ma come fa un insieme di tante nazioni proclamare e attuare uno sciopero? La mia è sicuramente una domanda sciocca, ma voglio capire. Continuo a leggere. Lavoratori e studenti scendono in piazza per protestare contro le misure di austerità decise dai governi, contro la politica, contro l’impoverimento dei paesi, contro i tagli e le ingiustizie, contro i licenziamenti, contro gli esodati (che, secondo me, adesso stanno diventando anche “esondati”, grazie alle intemperie meteorologiche..), contro la “non speranza”, contro lo “strangolamento del lavoro”. Questo è lo slogan che attraversa l’Europa da nord a sud, da est ad ovest. Ed è subito guerriglia. La polizia carica i dimostranti. Decine i feriti, sia da una parte che dall’altra delle barricate. Saranno in grado i governi delle varie Nazioni, l’UE, e tutti gli organi competenti, interessati e responsabili a fronteggiare un’azione di massa così imponente? Un’espressione così ad ampio raggio non può non destare forte clamore sociale, purtroppo porta con sè anche la violenza. Si tratta della più grossa azione di protesta mai coordinata finora tra i sindacati europei. Lavoratori e studenti in lunghissimi cortei, a manifestare, a protestare, ma anche ad usare (purtroppo), violenza e atti di vandalismo ….. Mi viene in mente un dèjà vu, e (ancora) penso:

NON SARA’ MICA UN ALTRO ’68?

  Giro pagina. E vedo ragazzi (per lo più studenti) che oggi hanno disertato la manifestazione di protesta indetta a livello europeo per affondare nel fango aiutando i paesi colpiti da alluvioni, dalle frane e smottamenti, dalle calamità atmosferiche. Si sono messi a disposizione per primi, senza aspettare di essere chiamati. Hanno lasciato i loro recapiti telefonici chiamando i Municipi dei Comuni colpiti, pronti per mettersi all’opera.

GLI ANGELI DEL FANGO, li chiamano.  

  Da quel 4 Novembre 1966 in cui l’Arno ruppe gli argini e l’acqua invase Firenze devastandola, si trascinano questo soprannome. E nel fango ci sono fino alle ginocchia. Lo spalano, raccolgono detriti, ripuliscono le strade, le abitazioni, i negozi, ma sanno anche consolare chi ha perso tutto. Cuore, generosità, altruismo. Dopo Firenze, Genova,  ora Orvieto. Eccoli qua. Gli stessi ragazzi che avrebbero potuto essere in piazza a manifestare violentemente, oggi hanno deciso per la bontà e l’aiuto solidale, senza avere nulla in cambio. Hanno solo voglia di aiutare. Rifletto: ma sono gli stessi, poi? Più che Brigate rosse, nere ecc…o di qualunque altro colore io li chiamerei “Brigate Attive”. C’è qualcuno che ha ancora il coraggio di chiamarli “choosy”?    

15 Commenti a “ANGELI DEL FANGO O UN ALTRO ’68…..? di Franci”

  1. edis.maria ha detto:

    Ecco, Neve, occhi diversi! Occhi pieni di rancore e di odio, o occhi pieni di umanità , di amore per il prossimo, volontà di voler ricostruire e non distruggere ? Quali preferiamo per i nostri ragazzi ” in fiore” che saranno il futuro????? Facciamoci un esame di coscienza!

  2. nadia (neve) ha detto:

    Brava edis, mi hai tolto le parole di bocca. Non capisco come una persona possa essere d’accordo con questo tipo di manifestazioni violente! E cmq come è stato detto, gli ”angeli del fango” non sono certo quelli che vediamo manifestare violentemente. Il fatto è che ci sono giovani e giovani!
    Ho visto con i miei occhi i ragazzi aiutare anche durante l’ultima alluvione nella mia città e conosco ragazzi che manifestano violentemente….hanno occhi deversi!

  3. edis.maria ha detto:

    Caro Ugo, la Storia la ricordo benissimo e , purtroppo , ricordo anche il periodo in cui, come fai tu adesso, certi ” personaggi” usavano la K anzichè la C nello scrivere! Speriamo di non tornare a quei tempi che hanno portato guai seri in Italia!

  4. ugo ha detto:

    dimentikavo di rikordare a Edis, ke la ns demokrazia e libertà, sono state konquistate kon la violenza e morti.

  5. ugo ha detto:

    siete propio cieki, o nn volete vedere la realtà, edis, kome mai la polizia và armata ai kortei? la storia di genova del 2001, kon le kondanne inflitte ai poliziotti, nn vi hanno aperto gli okki? falsi benpenpensanti e imborghesiti, la gente ed i ragazzi scendono a protestare x disperazione e mankanza di futuro a differenza del ’68 ke era x i diritti

  6. edis.maria ha detto:

    Condivido i disagi dei giovani in questo periodo storico difficile e comprensibile; condivido la voglia di far sentire le loro proteste; condivido l’urgenza di dare risposte alle loro richieste. Non condivido MAI la violenza che sempre infarcisce le loro manifestazioni! Ieri a Torino ci sono stati episodi disdicevoli creati da giovanissimi guidati da “ teppisti “ che da anni cercano lo scontro con le forze dell’ordine , sono stati rovinati luoghi che NOI ripagheremo con i nostri pochi euro, e che, anche i genitori di quegli ingenui studenti , toglieranno magari dai loro stipendi! A che servono queste manifestazioni? Agli studenti? Non credo perchè quando c’è violenza fine a se stessa non c’è dialogo. Perchè vanno ai cortei armati di bastoni e pietre, perchè nascondono il viso? Perchè ……….. ? Perchè anni fa la CGL aveva un servizio d’ordine efficacissimo ed efficentissimo durante le manifestazioni , cui non sfuggiva nessun tentativo di violenza? Ora anche il sindacato teme i teppisti????? Spero che non si ritorni ai tempi bui di cui la nostra storia ha memoria ancora recente: cattivi maestri, studenti ingenui!!!!!

  7. Lorenzo.rm ha detto:

    Hanno ragione i giovani, amici miei. Condivido le manifestazioni e aspetto che i governi finalmente capiscano che non sono le misure di austerità che ci vogliono oggi, ma quelle di sviluppo che favoriscano soprattutto i giovani. Si è partiti da semplici constatazioni in merito agli spread e ai giudizi delle società di rating e si è arrivati a tartassare di tasse i cittadini per ripianare i bilanci degli stati. Non si è fatto un esame accurato delle spese tagliando i rami effettivamente secchi. Non si è intervenuto sulle speculazioni nei mercati né a favore delle attività economiche e dei consumi. Si parla sempre di “fiscal compact” e di politiche di bilancio. Si “aggiustano” i conti degli istituti di previdenza facendo slittare l’età del pensionamento e quindi ritardando l’impiego dei giovani. Si riducono i servizi per ridurre le spese non comprendendo che una diminuzione dell’occupazione e dei consumi produce povertà. Politiche fallimentari, dunque. E non ci si apre a nuovi mercati ma ci si rinchiude nel recinto di un’Europa stanca e gaudente (ancora per poco). Hanno ragione i giovani. Che non sono cattivi o rivoluzionari ma generosi e seri: solo non vogliono più essere presi in giro.

  8. giulian.rm ha detto:

    No Franco, non sono d’accordo con te:”gli angeli del fango” non sono sfrenati contestatori,non fanno parte dei violenti.
    Gli “angeli del fango “, stivali ai piedi e pala in spalla, sono la faccia pulita di questa nostra povera Italia.
    E sono certo che di questi ragazzi ne conoscerai tanti anche nella tua città, purtroppo ,loro,non fanno notizia.I mass media ci propongono esempi quotidiani dei “cattivi”, perché i “bravi” non fanno… audience.

  9. ugo ha detto:

    sono diversi i motivi: a me sembra di aver capito che nel ’68 si manifestava x i diritti, oggi invece si manifesta x disperazione e mancanza di futuro, specie x i giovani, la Fornero (x me) parla bene, accompagnata da lacrime se occorre, ma razzola male.

    Franci nn ho usato il fattore K

  10. alba morsilli ha detto:

    rispondo con parole di Don Gallo prete di strada come lui si definisce, perchè la penso allo stesso modo non mi piace definire questi giovani angeli del fango per poi ad un corteo, ad una manifestazione, nella loro ricerca di spazi autogestiti… sentirli etichettati, gli stessi infangados: disadattati, violenti e abusivi. Nelle varie forme essi chiedono il rispetto dei loro diritti calpestati: salute, casa, lavoro, istruzione, cultura, informazione, e formazione civile e religiosa. Anni di ottimismo becero e falsamente gaudioso, hanno prodotto per reazione un realismo cupo. Indigniamoci e procediamo “a piccoli passi” senza lasciarsi calpestare dal potere, dalle lobby affaristiche e corrotte.

  11. franco37 ha detto:

    Cara Franci i giovani sono sempre gli stessi ….quelli che andarono in piazza per la rivoluzione Ungherese del 56…quelli che protestavano per la guerra del Vietnam….quelli che nel 66 spalarono il fango a Firenze….quelli che nel 68 scesero in piazza per le rivolte studentesche ecc. ecc.ecc.
    Sono “angeli del fango ” e sono sfrenati contestatori, sono l’entusiasmo ,la voglia di vivere , la protesta e la paura per il futuro……..siamo noi ,in nostri figli…..i nostri nipoti

  12. nadia (neve) ha detto:

    Grazie Franci.

  13. francesca (franci) ha detto:

    Nadia, ho usato questo termine riferendomi semplicemente alle parole del ministro Elsa Fornero, la quale, poco tempo fa, proprio per indicare la “schizzinosità” dei giovani d’oggi riguardo al mondo del lavoro, ha usato testuali parole: “i giovani d’oggi sono troppo choosy” (cioè schizzinosi). Dato che è argomento di grande attualità ero certa che tutti, o quasi, ne fossero a conoscenza. Mi scuso se non sono stata abbastanza esaustiva nel mio articolo.

  14. nadia (neve) ha detto:

    Che cosa significa choosy Franci? Non ho studiato molto e nemmeno l’inglese!

  15. antonino8,pa ha detto:

    Condivido quanto hai scritto. E’ un diritto manifestare e, secondo me, è stato un grande passo in avanti riuscire a farlo insieme in europa, ma la violenza deve starne fuori, la violenza porta solo violenza. E’,a parer mio, una regressione.
    Molto meglio la solidarietà, per fortuna ci sono ancora moltissimi ragazzi disposti a mettersi in gioco per aiutare chi ha più bisogno, pronti a tendere una mano a chi soffre. Una lezione che molti dovrebbero imparare, in special moldo i “grandi” pieni di boria, in un mondo dove l’interesse personale e il denaro sono il motivo conduttore.

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