scritto da francesca il 29 06 2018

MONTE CAVALLO

La Costa, è la parte centrale del Monte Cavallo. E’ un costone ripido e scosceso, uno stretto sentiero serpeggiando lo attraversa in diagonale fino a raggiungere la vetta a quota 1.200 ca. Avevo programmato da diversi giorni, di partire il mattino presto: col fresco si cammina meglio. La moglie brontolò: “ dove vai che è ancora buio ? “ Scendo in cucina per un rapido caffè. Lascio il paesetto mentre il campanile suona le cinque e trenta. Decido di portare anche il cane, anche perché abbaiava. Arrivato ad un bivio, Roki mi guarda come dire: da che parte andiamo? Un breve cenno col dito e parte come un razzo inghiottito dal bosco. Rimango solo e comincio a salire mentre l’alba proietta nel sottobosco sagome informi. Le eriche sono talmente alte che coprono il sentiero a mo’ di arco. Per alcuni tratti sono costretto a camminare curvo. Alcuni pensieri mi frullano per la testa : e se cascassi , prima che mi ritrovano. Assorto in questi pensieri sono salito più del previsto, mi siedo sopra un sasso di quarzo al Col della Costa: comincia a schiarire.

BASATI

Laggiù lontano, Basati, il mio paese. Il borgo appare tutto unito e le luci comunali sono ancora accese: sembrano tante lucciole. Ecco che arriva anche il cane con la lingua di fuori, gli verso un po’ d’acqua nel palmo della mia mano. In alto la Pania della Croce e il Corchia cominciano ad essere illuminati dal sole. Passano pochi minuti e anche Monte Cavallo esce dall’ombra. Piano piano il sole scende dalla cima dei monti : affiorano anche i paesi di Stazzema .

STAZZEMA

Il bosco riprende i suoi colori, ecco che Basati appare adagiato su un pianoro, le case addossate una all’altra formano un circolo irregolare che si allunga verso i campi. I castagni fanno da cornice fino alle propaggini dei prati del Poggione. Chiudo mentalmente la cornice da mio punto di osservazione. Comincia a fare caldo mentre il campanile suona la prima Messa. E’ ora di scendere.    

Giulio Salvatori

scritto da francesca il 24 06 2018