scritto da francesca il 15 03 2018

Max è un simpatico cagnolino, io lo considero un vero maestro di vita.

Un guru un maestro di spiritualità. Ci sono tre cose che Max potrebbe insegnarvi, come le ha insegnate a me.

Sono delle riflessioni che mi fa fare. Se fa un‘esperienza negativa, ne conserva memoria e non commetterà mai lo stesso errore, a differenza di noi umani che ritorniamo almeno col pensiero sulle cose fatte, interrogandoci se potevamo fare diversamente invece di lasciare andare.

Max vive costantemente nel presente, percepisce il nostro umore, sa quando deve giocare, quando uscire, non esprime nessun giudizio nessuna critica. E’ incredibile la sua capacità di lasciare andare le cose senza nervosismo. Ci fa sentire amati incondizionatamente, veglia su di noi ma soprattutto Non ci abbandona mai .

 

Mario

scritto da francesca il 13 03 2018

La invoco, la desidero, la bramo. Voglio uscire dal letargo, liberarmi di tutti quegli indumenti invernali, indossare un vestitino leggero e correre…correre…incontro al tepore del primo sole.

Ho voglia di distendermi su un prato e farmi accarezzare dai suoi raggi. Ho voglia di spensieratezza, di speranza, di cambiamento, di vita.

E allora, cara PRIMAVERA, cosa aspetti a farti vedere?

Nel frattempo mi consolo con Botticelli (hai detto niente…!).

 

Nella sua PRIMAVERA, Sandro Botticelli dona grazia e perfezione ai soggetti raffigurati. E' un'opera carica di significati allegorici con riferimenti alla letteratura classica di Ovidio e Lucrezio ma anche a quella contemporanea.

Ma veniamo alla lettura del dipinto: il bosco ordinato fa da sfondo ad alcuni personaggi mitologici che si susseguono da destra verso sinistra secondo un andamento fluido e ritmico; le figure sono aggraziate e il disegno è armonico.

Malgrado si possa pensare il contrario, la scena non è di facile comprensione ed è stata interpretata in vari modi. Una delle ipotesi più accreditate sostiene che il dipinto rappresenti la nascita della Primavera, allo scopo di svelarne il senso profondo di rinascita perenne nell'Amore.

Zefiro, il dio del vento, e Flora - o la ninfa Cloris - unendosi generano la Primavera che, con l'abito cosparso di fiori, avanza verso l'osservatore.

Al centro del dipinto appare Venere simbolo per eccellenza di beltà divina, sopra il cui capo svolazza il dio dell'Amore Eros, che colpisce con le sue frecce le tre Grazie.

Le fanciulle sono impegnate in una danza sinuosa e propiziatrice di fecondità, mentre al loro fianco Mercurio agita il caduceo e soffia via le nuvole per rasserenare il cielo.

La composizione è armoniosamente equilibrata e inserita in un ambiente naturalistico meticolosamente studiato da Botticelli, carico di fascino e intenso realismo. I visi stessi dei personaggi sono stati ispirati all'artista da persone realmente esistenti.

Botticelli, frequentando la corte dei Medici, ebbe modo di avvicinarsi alla cultura umanistica che promuoveva la ricerca della bellezza e dell'Amore come mezzo di elevazione spirituale.

E guardando questo mirabile dipinto, qualcuno potrebbe affermare il contrario?

Buona Primavera a tutti!