scritto da francesca il 24 11 2017

25 Novembre 2017 -

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

 

MAI PIU'.....

Nei primi anni cinquanta l'atelier di modisteria di mia madre era uno dei più importanti della città , il laboratorio era insito nell'appartamento dove vivevamo nel pieno centro di Modena.

Era composto da uno stanzone , che era il laboratorio vero e proprio . L'ingresso della casa fungeva da sala di ricevimento delle clienti ed aveva un grande specchio che prendeva tutta una parete, vi era poi un piccolo ambiente adibito a magazzino senza finestre e dal quale si accedeva sia dal laboratorio che dal resto della casa.

Il team era formato da mia madre e da cinque "lavoranti " ed ognuna aveva un compito ben definito : Liliana era la stiratrice ufficiale e maneggiava un ferro da stiro che scaldava su di una stufa e lavorava i feltri sopra una forma di legno ,con una pezza di cotone costantemente imbibita d'acqua che mandava vapori durante la stiratura. Lelia aveva il privilegio di cucire a macchina , dico il privilegio , perché la Singer elettrica ultimo modello era quanto di più sofisticato potesse allora fornire la tecnica. Gianna era l'assemblatrice , incollava con la "para" pezzi che non potevano essere cuciti , metteva fiori finti, ornamenti, grogren e spesso paillettes .

Iole faceva i "lavori di fino" , piccole cuciture quasi invisibili, Paola , che a quel tempo aveva la mia età , faceva la "piccinina" , cioè portava i cappelli alle signore , teneva in ordine il magazzino e faceva piccoli lavori di finitura. Mia madre dirigeva, tagliava ,rifiniva , assemblava e "riceveva le signore ".

 

Normalmente non avevo accesso al laboratorio , ma spesso spiavo il chiacchiericcio continuo e gli apprezzamenti , non sempre bonari, sulle clienti. Mi piaceva ascoltare i nomi dei vari materiali : come le "egrette" (penne di un particolare uccello ), i "balipunta " ( forme di paglia esotica ) , i "feltri " ( specie di coni fatti appunto di questo materiale e base per quasi tutti i cappelli) . Mi incuriosivano soprattutto le "vendite" che faceva la mamma davanti al grande specchio dell' ingresso ..." Signora sta benissimo , questo è un modello preso da Vogue e di questo colore lo avrà solo lei ".

Mi nascondevo anche nel piccolo magazzino che su di una parete aveva una grande scaffalatura in legno piena di scatoloni delle "materie prime" , poi aspettavo che arrivasse Paola per fare "quel gioco" che a noi piaceva tanto, ma durava poco perché si sentiva la voce di mia madre che diceva ..."allora ci porti questi nastri" , la ragazza si metteva a posto il vestivo e correva nel laboratorio.. io avrei atteso con pazienza la prossima volta.

Sono passati tanti anni , non c'è più nessuno e più nulla di quel mondo pieno di tessuti colorati, piume ,lustrini e primi amori, ma molte cose mi sono rimaste impresse in modo fotografico nella mente e tanta malinconica nostalgia.

 

Franco