scritto da francesca il 20 05 2017
Il tono della voce è la parte emozionale di quello che diciamo.
Il tono della voce parla di parole non dette.
LA MACCHINA CHE CI FA PARLARE. La voce che ciascuno di noi ha è una faccenda di polmoni, corde vocali, laringe, bocca, denti, lingua… una complicata macchina per parlare.
I polmoni pompano aria, e l’intensità della voce (dal sussurro all’urlo) dipende da quanta aria viene pompata. L’aria fa vibrare le corde vocali, che producono suoni di diversa frequenza: dalla lunghezza e dalla tensione delle corde vocali deriva la qualità della voce (gli uomini hanno corde vocali più grosse e voci più gravi delle donne o dei bambini).
Il tono e il timbro (squillante, cristallino, roco…) invece, sono modulati soprattutto dalla laringe. E le parole articolate si formano ancora dopo, tra labbra, denti, lingua. Tutto questo complesso apparato viene guidato dall’area cerebrale di Broca. L'area di Broca, il centro cerebrale che presiede alla trasformazione in lingua parlata dei nostri pensieri, è coinvolta anche nella strutturazione "grammaticale" del nostro discorso interno. La scoperta sarà di aiuto per lo sviluppo di nuove terapie nei pazienti colpiti da afasia.
Ma allora è vero quel detto che dice: metti in funzione il cervello prima di aprire bocca!
Quello che ho scritto sopra è frutto di una ricerca che ho fatto nel web perchè voglio raccontarvi che cosa mi è successo l'altro giorno nell'elegante scuola di parrucchieri dove mi sono recata per un taglio di capelli.
Grandi saloni, ambiente con aria condizionata, specchi ovunque, però scarsa cortesia nei confronti dei clienti. Forse, ho pensato, dipende dal fatto che eravamo in tante, ma pazienza, ormai c'ero e ho aspettato il mio turno.
Non ho pretese per la mia acconciatura, porto i capelli corti e sono bianchi, perciò l'unica cosa che desideravo era accorciarli un pochino.
Mi accordo con la pseudo-parrucchiera e le spiego come li desidero. Da notare che udivo perfettamente ciò che mi diceva, e rispondevo adeguatamente.
Ma la mia testa è finita sotto a mani nervose dove le forbici, più di una volta, hanno punto il cuoio capelluto tanto da innervosirmi silenziosamente, ma tacevo.
Finito il taglio, chiama una ragazzina per il lavaggio. Nel frattempo sento la sua voce che le dice, in tono molto dispregiativo”Parla forte, è sorda”. Ho ingoiato ancora.
Ma quando mi prendono sottobraccio, come fossi un'handicappata, per scendere un gradino di 5 cm. non ci ho visto più.
Anzi, Alba ha visto rosso!
Senza concedere a nessuno il tempo di parlare ho tirato fuori tutta la rabbia che avevo dentro. Non m'importa mi abbiate definita sorda, che in fondo non è così male, ma quel vostro tono sprezzante mi è stato fastidiosamente insopportabile. Mi avete definita la vecchia, l'handicappata.
E allora ve lo faccio vedere io chi è vecchia. Ho preso il phon e mi sono asciugata i capelli da sola. Loro volevano i soldi per il taglio, io gli ho risposto che sarei andata dai Carabinieri.
Non mi era mai successa una cosa del genere, ero sempre stata coccolata dal parrucchiere. Era la prima volta che entravo in quella scuola ma di certo sarà anche l'ultima.
La mancanza di rispetto non la sopporto e guai a chi ci prova a mancarmene.
Hanno trovato la "vecchia" che li ha messi a tacere, che non si fa mettere sotto i piedi da nessuno.
Se questo avviene nella scuola dove si dovrebbe imparare l'arte, la psicologia e il buon modo di trattare un cliente, mi domando a quale mondo andiamo incontro.
Alba