LA BIRRA PRODOTTA RICICLANDO L’URINA!
Dopo qualche boccale di birra - si sa - la natura chiama. Quando la birra è bevuta dalle decine di migliaia di persone che partecipano ad un evento come il danese Roskilde Festival, che l'anno scorso ha totalizzato oltre 100.000 presenze, si capisce che la "produzione" di urina sarà ingente. Tutto ciò è però un problema: come ha spiegato Leif Nielsen, del Consiglio Danese per l'Agricoltura e il Cibo, «l'enorme quantità di urina prodotta ai festival stava avendo un impatto negativo sull'ambiente e sul sistema fognario». Di qui, l'idea: riciclare l'urina per produrre nuova birra. Il progetto si chiama "From piss to pilsner" (tradotto letteralmente "da pipì a marca/birra") e nel 2015 ha permesso di raccogliere 25.000 litri di urina, che sono poi stati consegnati agli agricoltori locali. Questi hanno utilizzato il "dono" per fertilizzare i propri campi di orzo, con il quale verrà prodotta ulteriore birra. In questo modo il ciclo è completo. Per facilitare la raccolta sono stati installati degli orinatoi nelle vicinanze del palco, scoraggiando in tal modo l'abitudine diffusa di "alleggerirsi" sul prato, o in generale un po' dove capita. Un pensiero è stato rivolto alle donne che, dotate di un'autonomia meno mobile rispetto a quella maschile, avrebbero avuto difficoltà ad adoperare gli orinatoi: sono stati pertanto messi a disposizione delle specie di imbuti di cartone per aiutarle nell'operazione. L'idea pare essere stata accolta favorevolmente dai partecipanti al festival, che potranno gustare la birra ottenuta con orzo fertilizzato dall'urina donata nel 2015 nell'edizione del 2017.
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MAI DIRE “CERVELLO DA GALLINA”!!!
Se dite a qualcuno che ha un cervello da gallina, siate almeno consapevoli che gli state facendo un grande complimento. A certificarlo, i risultati di una ricerca scientifica americana condotta da un team dell’Università di Vanderbilt nel Tennessee che ha studiato a fondo il funzionamento dei neuroni di questi animali. Il loro cervello, come quello di altri uccelli, è si piccolo, ma all’interno della parte dell’encefalo che è il tratto associato al comportamento intelligente, gli scienziati hanno scoperto la presenza di un numero di neuroni molto più alta di quello che finora era stato loro attribuito. La curiosità è venuta pensando alle competenze complesse dimostrate da galline e uccelli in generale, basti pensare alla loro agilità, all’abilità nella costruzione di un nido, alla capacità di riconoscersi in uno specchio, alle attitudini al canto e, nei pappagalli, persino alla parola. Insomma, ci abbiamo impiegato un po’ a capirlo, ma osservandoli bene all’opera, galline e uccelli era già da tempo che ci mandavano segnali di capacità di un certo tipo.
(tratto in parte dal web)



