scritto da francesca il 28 06 2016
fede

Se il senso primitivo della religiosità viene dalle paure , inizia con la nascita dell'uomo . Dal timore del fulmine, del fuoco , dell'acqua ...della morte sono stati immaginati gli "dei" che rappresentavano spesso le paure stesse e la loro esorcizzazione. Penso abbia paura anche la gazzella quando assalita dal leone fugge per non essere sbranata , perché sa che se questo avviene giunge la morte. Quindi almeno nei mammiferi c'è la paura che nasce forse solamente da una difesa istintuale e dalla consapevolezza della fine.

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L'uomo per aumentare questa "difesa istintuale" , l'ha posta al di fuori di se delegandola agli "dei" , che ha creato , per cercare di "comprendere" i vari fenomeni e poterli scongiurare. Poi ha capito che il maggior pericolo poteva venire da un altro uomo , perché evoluto come lui ed in possesso di strumenti di aggressione che potevano facilmente portarlo alla morte. Ha compreso che era necessario radunarsi in branchi (copiando la natura) e che la soluzione migliore era di creare grossi assembramenti (tribù) , che garantivano al singolo maggiore sicurezza e possibilità di perpetuare facilmente la specie. Gli altri componenti della tribù che garantivano difesa e garanzia di sopravvivenza , dovevano essere "amati" (ama il prossimo tuo come te stesso !!!).

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Nel tempo le tribù si sono evolute dilatando sempre più il concetto di difesa , di appartenenza ad un gruppo, ad una etnia, ad una patria , da qui sono scaturiti i primi concetti di "bene " e di "male"

Il concetto di "bene" e di "male" è abbastanza vario , come quello di "giustizia".

Il "bene " è solo quello che immaginano gli occidentali di derivazione ebraico-cristiana ?

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E' valida solo quella legge antropomorficamente parlando ? Una "legge morale " porta ancora isolate tribù a cibarsi del nemico ucciso per farlo rivivere in chi se ne alimenta.

Una "legge morale" dice che la donna è un essere inferiore , priva di "eventuale " scintilla divina.

E' ben difficile fare una sintesi di "Dio" e della "Morale" , se si esamina la storia e l'antropologia.

"Dio" è arrivato con l'uomo (o Dio ha creato l'uomo !?!?) e da quel momento è iniziato il concetto di "bene" e di "male".

Prima "bene " e "male " esistevano ?

Solo 150 mila anni fa l'uomo ,come lo immaginiamo ora (Homo sapiens)...(figlio di Dio), non esisteva , fra qualche milione di anni ,come ben sappiamo , il sistema solare sparirà e con esso l'uomo portandosi via i concetti che lo hanno visto vivere . Dio (fatto a nostra immagine e somiglianza ) ha interagito per questo brevissimo lasso di tempo , che rapportato alla durata dell'universo è un attimo.

Dio ha creato tutto ciò che ci circonda che conosciamo e che non conosciamo... per qualche secondo della sua creazione ?

Si può obbiettare che nell'universo Dio può aver creato altri mondi con moltissime altre specie viventi . E' quasi impossibile però che per ragioni fisico- ambientali si possa o possa essersi ripetuta l'evoluzione terrestre . Quindi ci saranno (!?!?) forme evolutive o intelligenze aliene diversissime da noi, che avranno loro "paure", loro "dei" , loro "giustizie" , "loro leggi morali" , una cosa è certa che tutto ha la sua fine , il suo cambiamento , la sua estinzione .

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L'ultima domanda è " perché allora tutto questo "? Non certamente perché c'è un "bene" ed un "male" che possono essere diversissimi da uomo a uomo, da luogo a luogo , nel tempo e nello spazio.

Schopenhauer disse " Più si è in basso nella scala intellettuale e meno l'esistenza sembrerà misteriosa, ma chiunque si illuda di trovare una risposta sarà solo folle , vanaglorioso e ciarlatano ".

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Non mi sento di essere categorico come il grande filosofo...ma ho l'impressione che alla fine ci sia poco da argomentare , anche perché qualsiasi elucubrazione non può essere obbiettiva , quindi contestabile perché la nostra mente è limitata e difficilmente può capire e ancor più affermare "verità assolute" , anche al di la di parole scritte ,dei miti e delle varie religioni che popolano ed hanno popolato il mondo.

Se si avverte la necessità per paura, per completezza del proprio "io" e per dare un senso alla vita , senza pretendere di dare chiarimenti , l'unica possibile soluzione è avere una "fede" , mai spiegabile e che nulla chiede alla ragione e alla logica.

Un agnostico come me , che coglie costantemente quello che la ragione gli impone , fa fatica a liberarsi degli orpelli della storia, del pensiero razionalista e accedere al mare magnum della "fede" , ma in piena incongruenza , quale Tommaso ,sarei grato a quelli che da questa fede sono illuminati se esponessero le ragioni che ....... ( portano sulla strada della speranza. )

 

Franco

scritto da francesca il 23 06 2016
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E siccome c'è arte e Arte ed io, che scrivo solo di ciò che vedo, a richiesta di un caro amico, ripropongo questo mio post che pubblicai un pò di anni fa. Sono certa che sarà gradito, non solo da chi ha già avuto modo di apprezzarlo a suo tempo,  ma anche dagli utenti eldyani entrati negli ultimi anni. Apporterò qualche modifica al post; non starò a spiegare l'opera (ci sarà tempo per farlo), ma la racconterò narrandone le emozioni e le sensazioni che mi ha trasmesso ogni volta che l'ho vista, prima a Roma e poi a Parigi (Louvre) dove da sempre risiede.

 

Si apre la terra.

Una scultura marmorea ne emerge rivelando la statua di uno splendido Ermafrodito Dormiente dal corpo bellissimo ma ambiguo e dalle forme sinuose che sembra girarsi nel sonno per mostrare i caratteri di entrambi i sessi.

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Un’immagine carica di sensualità, un lavoro di enorme raffinatezza.

Chissà chi l'avrà scolpito in epoca romana.

Il bellissimo corpo attrae con l’inconsapevole atto del variare di prospettiva.

Provo a spostarmi dal lato opposto ed ho un’inversione di apparenza, da femminile a maschile, e viceversa. Viene spontaneo domandarmi se la natura di quel sonno sia innocente o torbida.

Ma arriva Gian Lorenzo Bernini che tratta il marmo come fosse duttile creta e trasforma il naturale appoggio marmoreo in un materasso sul quale la figura dell’”Ermafrodito dormiente” è mollemente adagiata.

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Guardo quel letto in marmo dal prorompente effetto realistico. Non sembra un vero materasso trapuntato? E' soffice, cedevole, a stento trattengo l'istinto di allungare la mano. Un marmo “vivo” da voler toccare con la reale sensazione di sentirlo morbido sotto la mano.

Una riproduzione di un virtuosismo straordinario che, ai miei occhi, trasforma la durezza del marmo nella morbidezza del giaciglio. E non solo. L’artista aggiunge anche un cuscino sotto il capo del giovane ermafrodito e colloca il mancante piede sinistro in seducente posa sollevata.

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Al di là dell’ambiguità che la scultura suggerisce, una meravigliosa eleganza abbraccia l’insieme nel quale l’idea del movimento è suggerita con intensità aumentando il corpo nudo di rara bellezza. Come di rara bellezza è la figura di questo giovane. Un'opera che mi ha prodotto un impatto emotivo forte, lasciandomi un brivido dentro.

    francesca (3)