scritto da francesca il 15 06 2016

Dopo aver letto che quello che vediamo nella realtà dell'universo è solo il 5% e che il resto 95% è energia e materia oscura non visibile ,mi pongo alcune domande sul concetto di "vuoto".
Il "sunyata" è un termine sanscrito utilizzato dal buddismo e da altre religioni orientali e significa "vacuità" (vuoto) e dovrebbe essere l'ultimo stadio di tutte le cose , cioè la mancanza di essenza.
Non penso sia proprio così , è certo che tutte le cose sono fatte di atomi e questi sono per il 99,9% (periodico) formati da "vuoto".
Mentre scrivo , guardo la mia mano che in realtà priva dei suoi "vuoti" , sarebbe un indefinibile puntino sul mouse.
La sedia sulla quale siedo è soggetta agli stessi ragionamenti , mi ci siedo sopra , la posso toccare , ma verosimilmente mi sto librando a meno di un nanometro di distanza e sono tenuto sollevato dalle forze elettriche e quantistiche "dell'oggetto- sedia - stesso".
Noi siamo fatti circa per il 70% di acqua , il 19% di proteine, il 17% di grassi , il 4% di sali minerali, l'1% di carboidrati e tracce di vitamine varie, ma queste quantità sono sempre rapportate al fatto che il 99,9% di noi è "vuoto"!!!
Con questo concetto se potessimo togliere il "vuoto" ai 7 miliardi e passa di individui che popolano la terra , essi starebbero tutti dentro una palla da tennis.
Sono ragionamenti che fanno pensare alla vacuità della nostra essenza materiale e alle illusorie rappresentazioni che hanno i nostri occhi , ce ne accorgeremmo bene se al posto di essi avessimo potenti microscopi , vedremmo reticoli di atomi che galleggiano nel vuoto . Immaginate il "vuoto" di un atomo il cui nucleo fosse grande come una capocchia di spillo , il suo elettrone volerebbe ad una distanza vasta come la cupola di San Pietro... tanto per coglierne le proporzioni.
Monti , mari, piante, fiori ...tutto se visto in questa prospettiva sarebbe ben poca cosa , Voi mi direte , a che serve fare questi ragionamenti , in fondo viviamo nel mondo che vediamo e che tocchiamo ! Avete ragione non serve a nulla , ma serve forse a pensare all' aleatorietà di ciò che siamo e di ciò che ci circonda , accettando la prospettiva che ci è stata data e conservando la gioia di vivere.
Non sappiamo l'amore che spazio occupa , ma a me piace immaginare che sia il 100% del Creato.
Franco