scritto da francesca il 13 02 2016

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Ebbene si, siamo a San Valentino e vi chiederete perchè mai abbia dato un titolo così strano a questo post considerato che, da sempre, è la Festa degli Innamorati. Diciamo che più che una festa è un business, regali, cene, fiori ecc...ecc...

   

 Qualcuno la considera una tipica manifestazione della "mentalità da gregge", cioè un comportamento che consideriamo obbligatorio perché pensiamo che "è così che si fa".

   

Non voglio fare la disfattista tantomeno la cinica incallita, ma lascio la parola a questa lettera che ho trovato nel web.

   

Per me dice tanto, dice TUTTO!.

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"Non parlarmi di San Valentino. Ti prego, non cadere in una scatola di cioccolatini. Lascia stare la festa e parlami di te. Poi anch’io ti parlerò. Io te lo devo dire: mi è successo di pensare a te e di emozionarmi fino alle lacrime. Ho pensato a te come la cosa più bella che ho avuto nella mia vita. Mi piace pensare all’amore e pensandolo dargli il tuo viso, riempirlo di te, della tua voce, delle tue movenze così aggraziate.

   

E poi devo aggiungere che il nostro amore è diventato una piccola società di mutuo soccorso. No, questo non è riduttivo dell’amore, è l’amore che è cresciuto ed è cambiato. Forse ha perso slanci, ha perso qualche carezza e qualche bacio appassionato in mezzo alla strada…è sopraggiunto un pudore che non conoscevamo: ti avrei baciata un dì, ovunque.

   

Ma ora pensa, io ci penso, pensiamoci: sapremmo stare vicini adesso, ora, se non fossimo invecchiati insieme? Ci guardiamo ogni mattina appena svegli senza barare. Poi, lo so, tu dopo mezz’ora chiusa in bagno diventi più bella…ma io con l’alito che puzza e il pigiama arrotolato posso ancora sedurti? Guardo in un angolo la cesta dove finiscono i nostri panni sporchi: sono mischiati anche loro, sono uniti da una intimità arcana. Siamo noi che continuiamo in attesa del lavaggio a risplendere insieme.

   

Dì la verità, le toccheresti le mie calze sporche se non avessi conosciuto i miei sudori giovanili? Se non fossimo entrati, anche con le dita, negli intimi affanni? Ora passati gli anni sento di aggrapparmi a te. Sento che non ci sarà un’altra storia che ripercorra tutte le emozioni che mi ha dato la vita con te. Così io ti penso sempre al mio fianco. Senza di te, io non sarei io. Non sarei quello che sono o sono diventato, in bene o in male; poiché non si vive invano insieme tanti anni. Non si vive a fianco senza scambiarsi qualcosa di profondo.

   

Sì, va bene, ora parlami di San Valentino, forse ho sbagliato. Non è poi sempre banale parlare d’amore. Non è banale invecchiare, invecchiare insieme".                (G.B.)

     

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 Io sono emozionata e senza parole, e voi..?

   

Buon Amore a tutti!!

  francesca (3)
scritto da francesca il 7 02 2016

STAGNO ARTIFICIALE

Cammino per strada assorta in pensieri che di gioioso nulla hanno.

   

 Alzo gli occhi, c'è un manifesto, grande (troppo..), pubblicizza non so cosa ma mi si scolpiscono nella mente le due frasi che vi campeggiano come un inno ai miei pensieri vaghi e confusi. Sembra messo lì apposta. Chi si è intromesso nel mio turbato cogitare?

   

Sarà per i fatti dolorosi avvenuti negli ultimi giorni. Violenza, ancora violenza sulle donne. Tre femminicidi in 24 ore. Orrore che sembra non aver fine. E poi ancora torture, brutale uccisione di un ragazzo, una giovane vita stroncata perchè era alla ricerca della verità.

   

 

Queste scritte mi danno la spinta a raccogliere in questo post una serie di commenti, pensieri, riflessioni, domande, su temi che riguardano tutti noi: la vita, la morte, Dio, la pace, la violenza, la società, la fame nel mondo, ecc.

     

Se ne è parlato tanto, se ne continua a parlare perciò non è mia intenzione fare della retorica. Solo considerazioni ulteriori su quello che la VITA rappresenta. La butto là così, come viene viene. Lascio a voi il compito di mettere ordine in questo marasma.

  Ognuno di noi ha le sue idee, dà delle risposte; c’è chi pensa agli altri e se ne preoccupa e chi, invece, ignora il mondo e pensa solo a se stesso. E per il proprio egoismo arriva anche ad uccidere.

Al di là di tutto e di tutti, dovrebbe sempre esserci un punto fermo nel nostro pensare: la vita è stupenda, è misteriosa, è grande e merita sempre e comunque di essere vissuta.

     

MA NON E' FACILE!

 

C’è speranza che questo povero mondo diventi una casa comune in cui tutti potremo vivere in pace?

Cadranno le barriere di razza, religione e di genere?

Verrà un giorno in cui termineranno guerre,  orrori , povertà, disastri, criminalità, ingiustizie e violenze?

Ci sarà spazio per miliardi di persone, senza malattie e senza fame, in un pianeta rigenerato e non devastato dall’inquinamento e dalla predazione?

     

Oggi il quadro è a tinte fosche, ma è proprio vero che l’uomo è per indole cattivo, lupo per gli altri uomini?

Cos’è che potrà un giorno aiutarci a ritornare in quel "Paradiso Terrestre" tanto ambito e dal quale, più che essere stati scacciati da Dio, siamo scappati nudi ma vestiti di superbia?

   

Fine delle domande (per ora...).

   

Ma sono tutte domande che aspettano risposte!

   

E che fare per ritrovare la strada maestra e costruire un mondo nuovo, sulla base della fratellanza universale e il rispetto reciproco?

     

ANCHE QUESTO NON E' AFFATTO FACILE!

     

E' innegabile che il compito di iniziare una ri-costruzione spetta innanzitutto ai “Grandi della Terra”, ai capi politici e spirituali. Quelli che tutto possono, tanto vogliono, ma poco (e male..)  fanno. Come leggi giuste per chi usa violenza ai propri simili. Uomini o donne che siano.

 

Ma questi "grandi" sono lì, statici come le loro coscienze.

   

Ma anche i popoli e noi singoli persone, possiamo, e dobbiamo, fare qualcosa di importante.

L’errore tragico sarebbe quello di non far nulla con la scusa di poter far poco! Una comoda scorciatoia per sfuggire alle nostre responsabilità di uomini.

   

Anche nel nostro piccolo è possibile tornare sulla retta via che abbiamo smarrito con l'avvento del "tutto mi è concesso", o "tanto posso farlo" ecc...ecc...

   

A dire la verità non sappiamo bene come fare, ma un imperativo categorico ci impone di smetterla di inseguire falsi dogmi, successo, potere, dio denaro, piacere, egoismo. Idoli che  offuscano l’Io, e che generano i veleni dell’anima (collera e avidità). 

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Io sono una nullità, una povera donna che non ha trovato alcuna risposta decente (o fattibile) da dare.

   

Provateci voi.

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