scritto da francesca il 8 09 2015
Dolomiti

Dolomiti

 

Mentre salivo mi domandavo: "ma le Dolomiti sono pietra o sono nuvole? Sto sognando o sono vere?".

   

E invece eccomi qua, "abbracciata" dalle montagne più famose del mondo alla cui bellezza e magìa nè gli occhi, nè lo spirito sanno resistere. Impossibile pensare che queste magnifiche vette furono teatro, tra il 1915 e il 1917, di uno dei più cruenti conflitti mai combattuti: la Prima Guerra Mondiale che ha chiesto un alto prezzo in termini di vite italiane e austro-ungariche. Questo, però, non ha attenuato la bellezza delle Dolomiti, anzi i sentieri tracciati dai soldati costituiscono oggi uno dei più affascinanti e arditi percorsi alpini.

   

Ora me le sto gustando e respirando a pieni polmoni, ma mi è difficile farne una descrizione senza avere la consapevolezza di dimenticare qualcosa, perchè fare un elenco di quel che c'è da conservare sarebbe infinito e quasi impossibile.

   

C'è TROPPO di tutto!

   

Arrivo in albergo, poso zaino e trolley, apro la finestra e ciò che appare ai miei occhi è qualcosa di stupefacente. Le Tre Cime di Lavaredo sono lì, se allungo una mano posso quasi toccarle. Sono tre cattedrali naturali, monumenti di eccezionale grazia che da sempre affascinano  visitatori e turisti di tutto il mondo.

   
Tre Cime di Lavaredo

Tre Cime di Lavaredo

E allora, via, cosa aspetto ad avventurarmi per uno di quei sentieri che, salendo, conducono ai vari rifugi?

   

Così, mi attrezzo con abbigliamento adatto , zaino in spalla e parto. La camminata verso la destinazione che mi sono prefissa è di circa 3 ore ma quando mi trovo proprio sotto le Tre Cime devo fermarmi ad ammirare quelle straordinarie pareti verticali dove i più bravi scalatori stanno conquistando il "muro" della Cima Grande che è di una perfezione quasi metafisica, per tanto tempo ritenuta impossibile da scalare. Resto incantata per una decina di minuti, ma il tempo incalza e io devo raggiungere il Rifugio Locatelli.

     
Scalata alla Cima Grande

Scalata alla Cima Grande

 

Assaporando l'aria fresca che attutisce i raggi del sole verso l'alta quota, salendo mi godo il panorama tutt'intorno. Mi fermo qualche minuto dentro la piccola chiesetta  dedicata a Maria Ausiliatrice e, dopo aver superato il Rifugio Lavaredo salgo verso la Forcella Lavaredo, il punto più elevato dell'escursione. Strada facendo  ammiro le pareti rosate della  Croda Passaporto e di fronte vedo  le pareti della Cima Piccola, dove mi pare di scorgere alcuni rocciatori impegnati nella scalata.

   
Croda Passaporto

Croda Passaporto

Proseguo per il sentiero panoramico e più agevole verso la destinazione e ammiro fiori che crescono lungo l'intero tragitto, come il papavero alpino dai petali di colore giallo intenso o più o meno aranciato, l'erba storna, una pianta prostrata dai numerosi fiori piccoli con petali roseo-violetti riuniti in racemi, la silene rigonfia dai fiori penduli con calice ovoidale, il dente di leone montano dai fiori di colore giallo puro, lo spillone di dama dai fiori di colore rosa intenso riuniti a capolino, la peverina dei ghiaioni dai fiori di colore bianco candido, e tanti altri i cui nomi ora non ricordo.

   
Papavero alpino

Papavero alpino

Peverina dei ghiaioni

Peverina dei ghiaioni

Dente di leone

Dente di leone

Erba storna

Erba storna

     

Finalmente giungo al rifugio Locatelli e qui, abbastanza stanca,  mi rifocillo con un bel pranzo tipico dell'ospitalità delle Dolomiti.

Rinfrancata nel corpo e nello spirito riprendo la camminata per la discesa e seguendo la mia espertissima guida ho la fortuna di imbattermi in una fauna di tutto rispetto.  Camosci, marmotte e volpe rossa non sembrano intimiditi dalla nostra presenza.

Man mano che mi avvicino alle Tre Cime ritrovo le fioriture caratteristiche di questa zona. Rododendri e genziane sono visitati da numerose farfalle dalle ali intensamente colorate.

   
Rifugio Locatelli

Rifugio Locatelli

   

Un ultimo sguardo alle Tre Cime e poi la stanchezza e il sonno prevalgono, ma non prima di aver ammirato l'emozionante e romantico spettacolo che le Cime offrono in notturna.

Stagliate contro il cielo stellato e illuminate dalla luna come tre enormi sentinelle a protezione del mondo intero è un panorama di rara bellezza. Faccio calare il sipario su  questa rappresentazione con la certezza che l'indomani sarà nuovamente lì ad aspettarmi.

     
Le Tre Cime in notturna

Le Tre Cime in notturna

   

Non posso perdermi la Marmolada che col suo ghiacciaio (mt. 3342) svettante tra le nubi domina l'intero panorama dolomitico. E così dedico qualche giorno a queste bellezze passando dal Passo del Pordoi. Purtroppo, a guardarlo adesso, mi vengono le lacrime agli occhi. Perchè, a causa del surriscaldamento del pianeta, è destinato a morire. E mi assale una grande tristezza, da quassù, a pensarlo così.

   
Il versante nord della Marmolada vista dal passo Pordoi.

Il versante nord della Marmolada vista dal passo Pordoi.

Per concludere questo mio viaggio, cari amici, vi porto al Monte Catinaccio, o Rosengarten e vi racconto la fiaba di Re Laurino.

     
Monte Rosengarten-Catinaccio

Monte Rosengarten-Catinaccio

Dovete sapere che questo monte, all'ora del tramonto, assume una colorazione rosa. E perchè? Ovviamente questo fenomeno è dovuto alla composizione della roccia ma più suggestiva è la leggenda che i paesani raccontano.

   

Eccola qua.

   

Si narra che in epoca antica il re nano Laurino fosse il padrone del massiccio. In tedesco Rosengarten significa appunto "giardino delle rose". Il monarca, dopo aver rapito la bella Similde, fu tradito proprio da questi fiori. Cercando di sfuggire agli infuriati nobili altoatesini, diventando invisibile grazie ad una cappa magica, fu distinguibile grazie al movimento delle rose su cui stava camminando. Fu così che egli maledisse questi fiori perchè non "fossero più visibili nè di giorno nè di notte"  ma commise un errore. Scordò il crepuscolo durante il quale, appunto, il Monte Rosengarten-Catinaccio torna a colorarsi delle tinte accese delle rose.

 
Re Laurino

Re Laurino

  rose-giardino

   

E con questo, cari amici vi saluto e spero di avervi condotto con me in questo meraviglioso viaggio.

   

Alla prossima!!!!

      Francescagif
scritto da francesca il 31 08 2015

l'estate+che+finisce

   

L'estate sta finendo e l'autunno si affaccia con crolli della Borsa , scioperi annunciati, tensioni coi sindacati, resa dei conti nei salotti buoni della finanza e della politica , scandali quotidiani , partiti di destra e sinistra in crisi, populismi all'attacco, crisi endemica delle migrazioni ...e qualcuno dice che avremo anche un meteorite che ci cadrà sulla testa.

   

Ma l'autunno non è la romantica stagione dei mille colori ? Ma forse ne vedremo "di mille colori"!

    mete-autunno-foglie      

Qualcuno si troverà nella pensione qualche spicciolo dei tanti che doveva avere , però si prepara una stangata di circa 1.700 euro per famiglia per aumenti della Tasi, gas, luce , acqua, telefono (così almeno dice la Federconsumatori).

   

Allora ..."questo autunno mansueto - io mi posseggo e piego alle tue acque a bermi il cielo - fuga soave d'alberi e d'abissi "....scrive Quasimodo.

   

..." l'acero indossa una sciarpa più gaia - la campagna una gonna scarlatta - ed anch'io per non essere antiquata - mi metterò un gioiello "...risponde la Dickinson.

   

...." c'è il sole tra le foglie gialle - e i ragni tendono fra i rami- le loro strade di seta "...risponde Lorca.

   

Dobbiamo rifugiarci nella poesia per avere ancora nel cuore un autunno sereno e romantico ?

   

Speriamo che poetando, poetando non ci rimanga che la lirica di Ungaretti :

     

Giuseppe_Ungaretti_(basco)

"stiamo come d'autunno sugli alberi le foglie".

                     

Franco