scritto da francesca il 18 09 2015
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Ci stiamo perdendo la storia.

     

Il primo passo della brutalità che, dopo pochi mesi portò alla tragedia dell'11 Settembre, è stato 15 anni fa a Marzo. Distrutte, frantumate, polverizzate le statue dei Buddha a Bamiyan, in Afghanistan a circa 230 chilometri dalla capitale Kabul. I due colossi, giganteschi Buddha scavati nel VI secolo erano alti 55 e 37 metri e divennero, per i talebani,  l'antipasto dell'11 Settembre. Imbottiti di tritolo ci vollero 25 giorni per farli crollare. Erano "idoli" e come tali andavano distrutti.

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Oggi, l'ultima generazione di invasati usa ogni mezzo, anche rudimentali ed antichi come asce, mannaie, mazze, per abbattere, distruggere. Ma non si limita a tirar giù, a radere al suolo. Pretende anche la soddisfazione di mostrare il risultato dei loro sacrilegi riprendendoli con video mostrati poi sui social network.

   

E così, Palmira è solo l'ultimo teatro di una violenza incredibile. Una brutalità, un orrore perpetuati in nome di qualche divinità che, incredibilmente, ne legittima il furore e la crudeltà.

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Tra il 2012 e il 2013 le milizie islamiste legate ad Al Qaeda hanno distrutto e dato fuoco a manoscritti rari e preziosi facenti parte delle antiche biblioteche di Timbuctù, in Mali. Ma per fortuna buona parte degli stessi era stata messa al sicuro, salvata dalla distruzione grazie ai soldati francesi che hanno bloccato  i terroristi islamici.

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E in ultimo (sperando che lo sia...), è dei giorni scorsi la distruzione del tempio di Bel, a Palmira, in Siria, dal 1980 patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

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Vedere precipitare tutte quelle antiche colonne, erette duemila anni fa a testimonianza di una storia, di una cultura che costituiva il centro della vita religiosa di Palmira, è stato come una coltellata al cuore.

   

I profeti del coltellaccio e del bulldozer non vanno tanto per il sottile. Tagliano teste e abbattono capitelli senza badare alla storia, alla cultura, all'arte.

   

 

E adesso con le rovine cosa si fa?

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scritto da francesca il 14 09 2015

Blue and pink restroom symbols.

Blue and pink restroom symbols.

"Gender" , dal dizionario della Treccani vuol dire "genere" nel senso scientifico, umano e sociale , quindi nulla che immagini declinazioni sessuali differenti.

   

Ho ritirato fuori l'argomento perché il sindaco di Venezia ha interdetto alle scuole alcuni libri per bambini ,appunto denominati a mio parere erroneamente :"gender".

   

Da curiosone quale sono, ho spulciato qua e là nel web , leggendo testi e guardando figure.

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Ce ne sono alcuni come "orecchie di farfalla " ,"la ninna nanna della pecorella" e il "pentolino di Antonino " che sono didattici ,perché stimolano il bambino a considerare il diverso : di razza, di natura( down), di handicap ecc. con quella naturalezza e quell'umanità che si dovrebbe normalmente insegnare...nulla che si possa accomunare a "devianze" sessuali.

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Altro è "piccolo uovo" con le belle illustrazioni di Altan. Questo ovetto viaggia in lungo e in largo per accasarsi e considera tutte le possibili declinazioni di famiglia allargata e no , singola e omosessuale. Ma a quell'ovetto non era meglio dire che la famiglia è fatta da mamma e papà (anche perché è da lì che è nato),avendo tutto il tempo (quado non sarà più uovo !!!!) a capire quale sarà la sua realtà ?

   

Ma ancor più censurabile è il racconto dei due pinguini omosessuali (maschi) ("Tango") che dallo zoo del Central Park a New York professano tutto il loro amore tanto che il guardiano credendoli una coppia etero dà a loro un bell'ovetto da covare. Penso non ci sia bisogno di fare commenti sapendo che questo libercolo dovrebbe essere letto da bambini in età scolare.

Ce ne sono altri come "una bambola per Alberto"(ma!), "The family book" dove ti puoi divertire a trovare la famiglia che ti aggrada (due mamme , due babbi, ecc. ecc.)"Jean e le due mamme " ed altri che potete ricercare con facilità.

 

Non voglio passare per bacchettone , ma ricordo ancora che questi libri dovrebbero leggerli dei bambini .

   

Non erano meno dannose certe favole ottocentesche come Cappuccetto rosso ed Hansel e Gretel, che tanti incubi hanno creato e creano ancora, ma eravamo in epoche che...."se non stai buono chiamo l'uomo nero"....ora siamo mentalmente cresciuti.....ma non esageriamo !!!!!!!!!!

     

Franco