scritto da francesca il 8 06 2015
 

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Ciao a tutti, mi chiamo Davide e sono nato da poco. Mia nonna Francesca mi ha detto che qui siete una bella compagnia, un pò pazzerelli ma tanto simpatici. E visto che siete gli amici di mia nonna da adesso sarete anche amici  miei.

Poi, sempre nonna Francesca, mi ha detto che uno di voi, che si firma il "maledetto toscano" e che vuol fare il duro, in effetti è uno dal cuore tenero e scioglievole, (io non so cosa voglia dire ma quando divento più grande la nonna ha detto che me lo spiega). Lui si chiama Giulio Salvatori e mi ha scritto una bella letterina. La nonna me l'ha letta quando sono nato, anche se a me interessava di più stare attaccato alla mia mamma che aveva delle buone cose da darmi da mangiare, però devo dire che mi è piaciuta tantissimo e vorrei ringraziare quel Giulio e dirgli che, sin da ora, lo faccio amico speciale.

Ve la faccio leggere, perchè è proprio bella e...mi garba assai!

Un saluto neonatale a tutti voi.

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                              DAVIDE

 

Tanto per cominciare, ben tornato Davide. Detto tra noi : ma non stavi meglio dov’eri ? C’era silenzio, pace, serenità … Non li dovevi ascoltare i tuoi genitori ! Ne avevano già uno dei “discoli” . Alla mamma gli hai fatto venire un pancione come una botte, il tuo babbo , l’ultimo mese di gravidanza sembrava rincoglionito, s’era accorto ch’eri agitato : scalciavi già nella pancia della mamma. Ma ! Senti, ormai ci sei e che ti devo dì ? Qua la mano. Prima di tutto, se vuoi avere una vita facile, mangia per benino, fai i tuoi bisognini e, soprattutto, dormi . Perché se dormi farai riposare la mamma. Ti do’ un consiglio, tanto non sente nessuno: non ascoltare mai la nonna, mai ! Sono noiose le nonne, appiccicaticce, piene di coccole, sbaciuccose, si sentono di nuovo mamme. Vedrai i consigli che darà alla figlia, che poi sarebbe tua madre. Ascolta me, che sono un toscanaccio. Quando incomincerai a parlare, la prima cosa da dire deve essere questa : - “ nonna ! Lasciami in pace e cerca di stare a casa tua che qui ce la facciamo da soli “- Bravo Davide ! Così devi dire, ora mi garbi . Sai, avrai un mesetto di visite, di regalini, di tanti discorsi cretini :- “Oddio come somiglia alla nonna, ha la bocca della mamma, gli occhi di tizio, i capelli di caio , del babbo nessun lineamento… “ Te stai calmo, o dormi o fai finta di dormire. Dai retta a me che sono il Lupo delle Apuane. Il giorno del Battesimo stai attento, non piangere, ti andrebbe l’acqua in bocca, anche se è Acqua Santa, chiudi bene le labbra. E guarda di essere egoista, prendi il latte della mamma, quello è D.O.C., che te ne fai di quello liofilizzato, pastorizzano, con le vitamine, oibbò ! Meglio quello della mamma e non costa nulla. I tuoi genitori hanno scelto il nome di un valoroso guerriero sai ? Ne parla anche la Bibbia. Pensa che hai già una statua anche a Firenze di Donatello . Ma fregatene di questi discorsi culturali: tempo al tempo. Ora cresci con tanta salute e con i migliori auguri anche ai genitori. Mi vuoi dire che sono stato invadente ? Lo so, è un vizio che mi porto dietro da tanti anni , noi toscani siamo noiosi . Ciao Davide, io non ti disturberò più. Con Te e per Te, mi firmo per benino . Giulio Salvatori dalla Versilia.

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scritto da francesca il 4 06 2015

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Ogni tanto vado al mio piccolo frutteto, mi piace andare il mattino presto perché il sole non ha ancora illuminato il bosco.

Appena arrivato mi prendo una sedia e aspetto che affiori la grande sfera da dietro le Apuane: è sempre uno spettacolo.

E’ un dono che non costa nulla ma è immenso. Bastano dieci minuti e tutto trionfa di colori, di sfumature ,di profumi vari, di muschio : fanno da cornice il canto degli uccelli.

Ma non è di questo che voglio parlare.

Quando a tarda mattinata ritorno verso casa, all’ultimo tornante c’è sempre una macchina parcheggiata in un piccolo spiazzo con le portiere aperte. Vicino, due sedie e moglie e marito seduti osservano in silenzio le cattedrali della natura. Li conosco e saluto con simpatia .

GiulioUn muretto di contenimento emerge dal filo dell’asfalto e sopra, vi posano un piccolo vaso di fiori di garofano rossi.

   

Volevo chiedere il perché, ma poi, mi sembrava di essere invadente, curioso, penetrante.

Con quale diritto potevo fare delle domande? Lo capiva anche un cretino che per loro aveva un grande significato. E quando ritornano verso valle il vaso dei fiori rimane sul muretto, non lo portano a casa.

Come ho detto all’inizio, io arrivo molto prima di loro, mi sono fermato sulla curva e ho dato un po’ d’acqua ai fiori, cosi quando arrivano li trovano freschi.

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Ma la mia curiosità è grande e pettegola, sono andato a vedere il significato del garofano rosso. “ Dal greco, fiore degli dei. Garofano rosso per mostrare amore e gratitudine…”. Ecco ! Ora ho capito, almeno credo di avere capito.

Il loro silenzio è un inno di gratitudine e di amore. Non servono le parole il loro linguaggio è immenso .Con ammirazione e commozione li saluto e in silenzioso rispetto affronto la curva e spariscono dalla mia vista.

 

Giulio