scritto da francesca il 22 05 2015
Palazzina di caccia di Stupinigi

Palazzina di caccia di Stupinigi

 

Nel mio vagabondare per Castelli, nel percorso "Arte e Cultura" che da tempo inseguo, oggi, cari amici, sono andata al Castello di Stupinigi. In effetti si chiama Palazzina di Caccia ma vi assicuro che il suo splendore non ha nulla da invidiare ad un maniero vero e proprio.

Vi racconterò tutto, però prima cliccate sul video. Vi accompagnerò tra i giardini e le sontuose stanze di questo meraviglioso Palazzo.

 

Già in lontananza, percorrendo il lungo e affascinante viale fiancheggiato da scuderie e cascine si nota il grande cervo che sovrasta il Castello.

cervo

Arriviamo alla Palazzina e sembra di entrare in un tempo passato, attraverso due ali di costruzione in architettura monumentale di stile barocco.

La vita della corte sabauda trascorreva tra svaghi e cerimonie nelle sontuose residenze che circondavano la città, costruite per creare una raffinata "Corona di Delizie" intorno alla capitale, a testimonianza della magnificenza di Casa Savoia. Per i reali era come vivere in villa, non più in Castello e questo luogo rappresentava il fulcro dello svago preferito dalla corte, quello venatorio.

Ma ora entriamo a Casa Savoia. Accediamo subito al grande salone centrale, che è anche il cuore della palazzina.  Alzo gli occhi e resto impressionata da un grande affresco raffigurante il Trionfo di Diana, la dea della caccia, che troneggia sulla grande volta. Non dimentichiamo che tutta questa magnificenza è opera dell'estro creativo dell'Architetto Filippo Juvarra  il quale sa inventare dal nulla. Geniale architetto che, tra gli altri importanti lavori di casa Savoia, si occupò anche della strepitosa Venaria Reale (ma di quella vi ho già parlato in un precedente mio articolo). 

Salone centrale con affresco "Il trionfo di Diana"

Salone centrale con affresco "Il trionfo di Diana"

 

Affacciate sul salone centrale vi sono quattro camere. Entriamo nella prima: l'Anticamera della Regina. Notevoli gli affreschi del pittore Francesco Casoli e non da meno le quattro tele ovali raffiguranti principesse di casa Savoia, di artista sconosciuto.

Anticamera della Regina
Anticamera della Regina

L'altra camera conduce all'Anticamera del Re che contiene mobili in stile Luigi XV e Luigi XVI; di particolare pregio le sovrapporte e le decorazioni su di esse, con tele di Pietro Domenico Olivero.

Anticamera del Re

Anticamera del Re

 

Passiamo ora alla Sala degli Scudieri, anch'essa collegata al Salone principale della Palazzina. Fu uno dei primi ambienti della struttura ad essere affrescato nel 1733, mentre le porte e sovrapporte furono realizzate e dipinte solo nel 1778 ad opera di Vittorio Amedeo Cignaroli.

Sala del Bonzanigo

Sala del Bonzanigo

Le sale sono tantissime e sarebbe troppo lungo elencarle tutte, perciò vi mostrerò alcune foto di quelle più importanti, prima di passare all'esterno ed immergerci nel meraviglioso parco.

Sala delle prospettive

Sala delle prospettive

   
Sala da gioco con le grottesche di Giovan Pietro pozzo

Sala da gioco con le grottesche di Giovan Pietro pozzo

Camera da letto con arredi di Pietro Piffetti

Camera da letto con arredi di Pietro Piffetti

E ora facciamoci una bella passeggiata nel parco della Palazzina. L'area protetta comprende il Parco e i terreni agricoli intorno alla Villa. I viali rettilinei sono  fiancheggiati da splendidi alberi, vasti prati,  fitti boschi,  piantagioni di pioppi. Il tutto costituisce un disegno scenografico di grande effetto.

Che ne dite?

stupinigi_g

E ora via, verso altre destinazioni. Alla prossima, amici!

Buon fine settimana a tutti.

  francesca (3)
scritto da francesca il 16 05 2015

regioni

Qualche mese fa, in un articolo pubblicato in questo blog, si era detto di riunire alcuni modi di dire, soprattutto espressioni dialettali, che comprendessero un pò tutta l'Italia. E visto che in Eldy ci sono provenienze che spaziano da nord a sud e da est ad ovest, io ho fatto un pò di ricerche.

Aiutandomi con l'aiuto di amici eldyani e anche con altri amici e conoscenti personali che vivono in diverse parti della nazione, ho messo insieme un "pacchetto" di modi di dire dialettali.

Devo dire che ho apprezzato molto la descrizione che ha fatto l'amico Guglielmo del termine "bischero" in Parliamone. E allora perchè non continuare su questa interessante materia?

Premetto che ho raccolto i modi di dire e le espressioni che, in parte mi sono state comunicate, e in parte facendo ricerche sul web.  Devo dire, inoltre, che molti modi di dire fanno parte di espressioni della lingua italiana, poi tradotte nei dialetti delle varie regioni o paesi.

Ecco qua cosa ne è "saltato" fuori (e facciamoci due risate):

  Gente-che-ride

 

Bergamasco

Al ghè fa l'öf anche ol gal.

Gli fa l'uovo anche il gallo. (Quando uno è fortunato......)

   

Calabrese

Puru i pulici hanu 'a tosse.

Pure le pulci hanno la tosse. (Anche chi non vale nulla si permette di sentenziare).

 

Campigiano (Campi Bisenzio - FI)

Fra nìnnoli e nànnole, oppure, fra ùzzoli e minuzzoli. (P.S. - niente a che vedere con Muzzioli...ahahah..)

Fra una chiacchiera e l'altra va a finire che si fa tardi.

   

Ferrarese

Al nasa al temp e al camina in s'i ov.

Annusa il tempo e cammina sulle uova. (Detto di persona abile a furba, in grado di fare previsioni e muoversi in situazioni critiche).

 

Umbro Ta lassa sta' 'i hòn fregat la moje. A colui che diceva sempre "lascia stare" gli hanno rubato la moglie.

 

Versiliese Anco il mi’ nonno se avesse uto le rote sarebbe stato un baroccio.

 In risposta a chi faceva uso del senno del poi o si rammaricava per qualcosa che avrebbe potuto cambiare la vita se accaduta e che per fatalità non si realizza.

   

Fiorentino Vo a Lucca a comprare bambolini di stucco.

Risposta sgarbata a chi domanda insistentemente "Dove vai?"'.

 

Livornese Senza lìlleri, 'un si làllera.

Senza soldi è inutile sognare grandi cose.

 

Lombardo Chi laüra ghà una camisa e chi fà nagott ghe n'à dò .

L'ingiustizia governa.

Scarliga merlüss che l'è minga el tò üss.

Vai altrove che qui non è aria.

 

Siciliano A megghiu paruola è chiddha ca un si dici. La migliore parola è quella che non si dice. (Prima di parlare pensaci ancora un pò; oppure: parla poco,ascolta assai e giammai ti pentirai).

   

Napoletano Friere o pesce cu l’acqua e fà e nozz che fiche secche.

Friggere il pesce con l’acqua e fare le nozze con i fichi secchi (ottenere il massimo da ogni situazione).

 

Piemontese

Sentissi come na barca 'nt in bòsch (tipico astigiano)

Sentirsi come una barca in un bosco (sentirsi fuori posto od in grosse difficoltà).

Chi a l’à vedú Turin e nen la Venaria l’à cunusú la mare e nen la fia (tipico torinese) Chi vide Torino e non La Venaria conobbe la madre e non la figlia (riferito alla Reggia di Venaria).

   

Pugliese Ce nge na ma scì sciamanìnne, ce non ge na ma scì non ge ne sime scènne!

Se dobbiamo andarcene, andiamo altrimenti rimaniamo.

 

Veneto Magnarghe i risi in testa.

Essere più astuto, più intelligente di qualcuno.

 

Genovese I gondoin e i funzi náscian sensa semenali.

Gli stupidi e i funghi nascono senza seminarli.

 

Sardo

Fagher su bellu in cara, et insegus s’istoccada.

Far il bello in faccia, e dietro la stoccata.

 

Modenese Dire a fine pasto: an t'alvèr da tèvla mai se la tà bàca l'an sà ed furmài (questo lo lascio tradurre al modenese doc).

 

Romanesco doppo li quaranta, nun se fischia e nun se canta, doppo la cinquantina, un malanno ogni matina.

Con l'avanzare degli anni, si manifestano gli "acciacchi" con sempre maggiore frequenza.

 

Questi sono solo alcuni dei numerosi modi di dire dialettali delle Regioni italiane. Ora aspetto di leggere i vostri, cari amici.  Sono certa ne avrete tantissimi da aggiungere.

Buon fine settimana a tutti.

  francesca (3)