scritto da francesca il 21 03 2015

Continuano senza sosta le truffe messe a segno soprattutto nei confronti delle persone anziane. Sono i più deboli e fragili ad essere colpiti, persone in genere sole che vengono raggirate, truffate e rapinate, anche dei pochi risparmi messi insieme in un'intera vita, da ladri senza scrupoli, esseri abietti che con ignobili trucchi riescono abilmente a trarre in inganno le "fasce deboli" che spesso si trovano relegate ad una condizione di solitudine.
Oggi non si parla più solo di terza età, ma quando si superano gli 85 anni si entra nella quarta età. Questo è provato, in modo concorde, da uno studio effettuato da una rete di psicologi e psicoterapeuti, specializzati in psicogeriatria.
Sono tante le tecniche usate dai malfattori per raggirare le proprie vittime. Si introducono nell'abitazione con la scusa di qualche guasto, a volte presentandosi con tesserini falsi dell'azienda del gas, dell'energia elettrica o dell'acquedotto. Adottando il sistema dell'apparecchio per la rilevazione di fantomatiche fughe, dopo aver distratto il padrone di casa, girano per tutte le stanze rovistando, nell'intento di rubare soldi o gioielli.
C'è addirittura chi si presenta con la storia strappalacrime dicendo di essere stato mandato da figli o nipoti per farsi dare denaro da consegnare loro.
Altri si ingegnano con le truffe dello specchietto rotto inducendo la vittima a ritirare i soldi in banca per risolvere la questione rapidamente e "senza conseguenze".
E' doloroso constatare come tutto questo si ripercuota in modo altamente disagevole sulla mente e sul corpo di questi esseri indifesi i quali, dopo aver subito la truffa, sono invasi da emozioni contrastanti. Da una parte la rabbia per quanto accaduto, dall'altra parte la vergogna. Si, perchè proprio per timore di essere rimproverati dai propri famigliari ed essere considerati degli ingenui sprovveduti, e anche un pò sciocchi, solo il 50% denuncia alle Autorità il fatto. E come dicevo prima, aumentano così i disturbi d'ansia e dell'umore e delle somatizzazioni.
E allora, come fare per fronteggiare questa penosa situazione? Oltre alle Forze dell'Ordine che fanno tutto ciò che possono, è necessaria un'opera di "prevenzione psicologica", un contributo, cioè, che devono offrire in primis i famigliari degli anziani. Devono tranquillizzarli comunicando loro di non aver timore ad esternare i loro dubbi e le loro paure. C'è bisogno di una rete di solidarietà che parta dalle famiglie, e credetemi, ne so qualcosa io con mia mamma anziana che vive in una città a rischio come Milano.
Ma anche le istituzioni devono dare il loro contributo informando e fornendo gli strumenti necessari per punire e arginare tali reati, che offendono la dignità della persona e direi anche il senso di civiltà della nostra società.
E allora stiamo vicini ai nostri genitori anziani, facciamoli sentire protetti e amati. Ma soprattutto al riparo e al sicuro con la nostra costante presenza fatta di affetto e priva di giudizi e critiche.