Cari amici, vi lascio per un pò di tempo. Parto per un viaggio oltre frontiera ma prima voglio augurarvi di trascorrere questi giorni di festa in serenità e salute. Ma soprattutto che serenità e salute abbiano una continuità nel prossimo anno e negli anni a venire. Quando torno vi racconterò..
Ma non sono solo io a farvi gli Auguri,. Ho "rubato" un bellissimo sermone da quell'abile virtuoso che è Franco Muzzioli. Lui non lo sa (e spero non me ne voglia..), ma io la pubblico perchè mi è piaciuta molto questa filastrocca e sono certa farà tanto piacere anche a voi leggerla.
Auguri a tutti!
- Nonno manca poco a Natale ! - Bene...è il momento di dire il sermone.
"Me nòn al mà dèt impera un sèrmoun mò dèl in diaèt però mè an sùn boun, a stòpì na frès a fàg trop eròr am sfreg sol al nès per dìr du lavor. Alora sàviv s'av pòs augùrer cun tant tant amor un gran Boun Nadèl.
- Capisco che molti amici avranno apprezzato lo sforzo di mio nipote ...ma per correttezza è opportuna la traduzione:
"Mio nonno mi ha detto impara un sermone ma dillo in dialetto però non sono capace, stroppio una frase faccio troppi errori mi frego solo il naso per dire due cose. Allora sapete che cosa vi posso augurare con tanto tanto amore un Buonissimo Natale !
Siamo sotto le festività natalizie e leggendo ciò che si scrive, sentendo ciò che si dice, mi domando se il concetto di rispetto, educazione, amicizia siano parole che hanno un picco spaventoso soltanto durante questo particolare periodo dell’anno. Poi, per i restanti undici mesi ci si dimentica tutto, i sentimenti vengono riposti nell’angolo più remoto del nostro cervello-anima, si torna a sostituire le parole “GRAZIE” e “SCUSA” (ormai in via di estinzione), con “DAMMI” e “VOGLIO”.
Ma allora, perchè la "bontà a tutti i costi" solo a Natale? Baci, abbracci, auguri, (falsi) sentimentalismi si sprecano in una retorica da circo mediatico.
Papa Francesco in una delle passate udienze ha detto che esistono tre parole magiche per poter vivere in armonia e serenità, non solo tra coniugi ma anche nella quotidiana vita sociale, e sono: PERMESSO, GRAZIE, SCUSA. Eppure, ogni giorno, assistiamo ad atti di grande maleducazione sia da parte di giovani che persone adulte.
Premetto che càpita a tutti di cedere all'irrazionalità di tanto in tanto, magari facendosi dominare dalle emozioni, ma la scortesia gratuita con la quale certe persone reagiscono è inaccettabile e non giustificata. Soprattutto se, riconoscendo i propri errori ci si scusa immediatamente.
Sorvolo sullo spettacolo ignominioso e degradante di scarsa, o assente, buona educazione che quasi quotidianamente ci propinano i nostri politici. Non è certo da loro che dobbiamo prendere esempio.
Siamo forse noi, genitori, a non essere più in grado di consegnare alle nuove generazioni un patrimonio di valori e di positività? Sappiamo dare, insomma ai nostri figli, un’idea buona della vita? E’ ovvio che l’educazione c’è se, in primo luogo c’è la famiglia, l’adulto, il padre, la madre. E non una cultura fatta di cinismo e di presunzioni in nome di chissà quale forma di libertà conquistata…..(?)
Sin da piccoli ci hanno insegnato ad aver rispetto delle persone. Ricordo che quando andavo a scuola , la prof. spiegava che “educare” è una parola latina che significa “venire alla luce, condurre fuori”. Dipende quindi da noi se vogliamo arrivare alla luce o no.
Come ho detto sopra, in questo periodo si assiste a grandi dimostrazioni di affetto, di amicizia. Ma fino a quando durerà questa facciata, questo paravento? Dieci giorni? Venti? Un mese? E poi..?
Se una persona è gentile ed educata lo è sempre, non solo per pochi giorni. Una commessa gentile ti serve tutto l’anno con garbo e non solo a Natale perché deve vendere.
Quanto mi è odioso e antipatico vedere gente che parcheggia nel posto dei disabili, fregandosene delle regole, dell’educazione e del rispetto degli altrui diritti.
E le persone che, abbassato il finestrino dell’auto, gettano cartacce per strada? Mi è capitato di fermarne qualcuno, in passato. Mi sono presa degli insulti.
E quanto è fastidioso sentire telefonini che squillano nel bel mezzo di una cerimonia (magari un funerale), di una riunione, di una lezione scolastica, di un pranzo al ristorante, e vedere gli interessati rispondere (magari a voce alta) senza curarsi minimamente dell'esistenza di chi gli sta intorno. O vedere gli stessi proprietari di smatphone, tablet o quant'altro, smanettare per ore mentre sono (o dovrebbero essere...) in nostra compagnia.
Vogliamo poi parlare dei furbetti che “saltano” la coda? O di chi ti fa gestacci con le mani o ti insulta perché stai fermo un secondo oltre lo scattare del semaforo verde?
Non parliamo poi della maleducazione digitale, meriterebbe un post a parte.
E mi convinco sempre più che sono le persone a fare la differenza perchè anche chiedere scusa, riconoscendo i propri errori, è segno di grande maturità e buona educazione.