scritto da francesca il 19 09 2014

Cari amici, dopo tanti dibattiti e discussioni su argomenti seri, importanti, di grande attualità ma anche molto impegnativi, credo sia arrivato il momento di rilassarci un pò. Mettiamoci comodi e alleggeriamo gli animi, facciamo riemergere spontanei sorrisi sui nostri volti  con questo frivolo, (ma non troppo), articolo che il simpatico Franco ci propone.

Buon fine settimana a tutti!

fashion  

 Direte ...." Franco è impazzito , con tutti i problemi che abbiamo viene a parlare di moda.......poi in un blog per anziani ! "

Ma che male c'è ....parliamo di viaggi, d'arte , di cultura......perché non possiamo parlare di moda ?

Innanzi tutto evitiamo che l'anziano sia ridicolo , che scelga bene quei pochi (o molti) capi che decide di comperare , che abbia un buon impatto con lo specchio e soprattutto che cerchi di ritrovare quella eleganza giovanile che non vuol dire spreco di denaro nelle boutique , ma anche soltanto scegliere bene dentro all'armadio.

Iniziamo con la donna elencando innanzi tutto le cose che assolutamente non si devono fare , è molto difficile citare regole definite , perché il mondo femminile veste in modo più vario ed estroso , ma ci sono alcuni canoni da rispettare.

1° - Se siete brevilinee e un po' in carne , mai le righe orizzontali.

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2° - Non eccedete con le gonne troppo lunghe che tagliano la figura......le minigonne lasciatele alle quindicenni.

3°- Evitate magliette e copri spalla di una taglia inferiore alla vostra

4°- I pantaloni non sono per tutte , o almeno non lo sono certi pantaloni . Devono essere scelti rapportandosi al proprio bacino ed alla lunghezza delle gambe.

5°- Evitate abbigliamenti troppo mascolini.

costume figlia dei fiori6°- Evitare abbigliamenti da figlie dei fiori......gli anni settanta sono passati!!!

7°- I reggicalze bisogna saperli portare ,se no i collant vanno sempre bene.

8°- Cercate sempre di curare gli abbinamenti in modo che non stridano tra loro (es. vestito da sera, mocassini e borsona in pelle).

Ora che cosa dobbiamo fare noi maschi ?

1°- Mai le calze corte !! Mai , mai.

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2°- Mai indossare una giacca a quadretti con una camicia a righe o viceversa.

3°- Il nodo alla cravatta non deve essere mai eccessivo , chi non lo sa fare ...impari.

4°- Le cravatte fantasia richiedono camice tinta unita.

5°- Possibilmente evitare abbinamenti dai colori eccessivi.

6°- Non esagerare negli ori.....catenone, anelloni ecc.

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7°- Possibilmente evitate trasparenze (che sotto la camicia bianca non si veda la canotta o la maglia della salute).

8°- I pantaloni corti....al mare.....o nell'orto.

Bermuda capo essenziale per uomo della primavera estate 2014

Faccio seguire il cerchio di Itten che serve per abbinare i colori .

Cerchio di Itten

Cerchio di Itten

Non vanno accostati i colori vicini tra loro (lateralmente) , ma si può giocare con le diverse tonalità dello stesso colore (in senso verticale), oppure abbinare con i colori diametralmente opposti . Il nero e il bianco non sono stati inseriti nel cerchio perchè vengono definiti “non colori” e possono essere abbinati con TUTTO. Ci sono poi il grigio e il beige che possono essere considerati dei passe-partout …..quando si decide di non esagerare…..ma dato che i colori esistono…usiamoli!

   

Spero che queste mie innocenti ed allegre menate ,vi facciano almeno sorridere , poi se qualcuno vorrà prenderne nota, certamente migliorerà il suo look.....ora apriamo gli armadi e gettiamoci nella fashion!

 

Franco

scritto da francesca il 17 09 2014

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Da circa due giorni sono iniziate le scuole. E mi ritrovo a fare delle riflessioni, un po’ strambe, ma che mettono in relazione il mondo degli attuali studenti col “ciò che accadrà dopo lo studio”. Dopo l’entusiasmo e la speranza che una buona laurea possa aprire le porte al mondo del lavoro, questi ragazzi si guardano indietro e magari pensano che tutti quei sacrifici non sono serviti a nulla. Laureati che sono a spasso, che hanno enormi difficoltà a trovare un posto di lavoro, al pari di loro coetanei che hanno smesso di studiare prima.

 

E ALLORA, COS'E' LA CULTURA? A COSA SERVE?

 

A questo proposito voglio proporvi un articolo di Ilvo Diamanti, apparso tempo fa su Repubblica, che, con intelligente ironia,  entra nel vivo dell’argomento “Scuola-Lavoro”. Ne pubblico uno stralcio dei passaggi più significativi, e per ora mi astengo dal fare commenti, ne parliamo dopo.

E' importante però, che io aggiunga a titolo informativo, per chi non lo conoscesse, che Ilvo Diamanti è un sociologo, politologo e saggista italiano. E’ professore ordinario di Scienza Politica presso l'Università di Urbino, dove ha fondato e dirige il Laboratorio di Studi Politici e Sociali, che si occupa di formazione e di ricerca in ambito nazionale e internazionale. Dirige, inoltre, il Corso di Alta Formazione in Opinione Pubblica e Rappresentanza (OPERA). Insegna « Régimes Politiques Comparées » nel Master in « Etudes Politiques » presso l'Università Paris II, Panthéon-Assas. Ha collaborato e collabora con importanti testate nazionali. È membro del comitato scientifico ed editoriale delle riviste: Rassegna Italiana di Sociologia, Rivista Italiana di Scienza Politica, Political and Economic Trends, Limes, Sviluppo locale, Economia e Società Regionale, Critique Internationale.

Direi, insomma, che è uno che la scuola, l'istruzione, lo studio l'ha amato sin dalla nascita e lo "mangia" a colazione, pranzo e cena.

Giudicate voi...

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“CARI RAGAZZI, cari giovani: non studiate! Ve lo dice uno che ha sempre studiato e studia da sempre. Che senza studiare non saprebbe che fare. Che a scuola si sente a casa propria.

Ascoltatemi: non studiate. Non vi garantisce un lavoro, né un reddito. Allunga la vostra precarietà. La vostra dipendenza dalla famiglia. Non vi garantisce prestigio sociale. Vi pare che i vostri maestri e i vostri professori ne abbiano? Meritano il vostro rispetto, la vostra deferenza? I vostri genitori li considerano “classe dirigente”? Difficile.

Qualsiasi libero professionista, commerciante, artigiano, non dico imprenditore, guadagna più di loro. E poi vi pare che godano di considerazione sociale? I ministri li definiscono fannulloni. Il governo una categoria da “tagliare”. Ed effettivamente “tagliata”, dal punto di vista degli organici, degli stipendi, dei fondi per l’attività ordinaria e per la ricerca.

E, poi, che cosa hanno da insegnare ancora? Oggi la “cultura” passa tutta attraverso Internet e i New media. A proposito dei quali, voi, ragazzi, ne sapete molto più di loro. Perché voi siete, in larga parte e in larga misura, “nativi digitali”, mentre loro (noi), gli insegnanti, i professori, di “digitali”, spesso, hanno solo le impronte. E poi quanti di voi e dei vostri genitori ne accettano i giudizi? Quanti di voi e dei vostri genitori, quando si tratta di giudizi – e di voti – negativi, non li considerano pre-giudizi, viziati da malanimo?

Per cui, cari ragazzi, non studiate! Non andate a scuola. Non avete nulla da imparare e neppure da ottenere. Per fare il precario, la velina o il tronista non sono richiesti titoli di studio. Per avere una retribuzione alta e magari una pensione sicura a 25 anni: basta andare in Parlamento o in Regione. Basta essere figli o parenti di un parlamentare o di un uomo politico. Uno di quelli che sparano sulla scuola, sulla cultura e sullo Stato. Sul Pubblico. Sui privilegi della Casta. (Cioè: degli altri). L’Istruzione, la Cultura, a questo fine, non servono.

Non studiate, ragazzi. Non andate a scuola. Tanto meno in quella pubblica. Anni buttati. Non vi serviranno neppure a maturare anzianità di servizio, in vista della pensione. Che, d’altronde, non riuscirete mai ad avere. Perché la vostra generazione è destinata a un presente lavorativo incerto e a un futuro certamente senza pensione. Gli anni passati a studiare all’università. Scordateveli. Non riuscirete a utilizzarli per la vostra anzianità. Il governo li considera, comunque, “inutili”. Tanto più come incentivo. A studiare.

Per cui, cari ragazzi, non studiate. Se necessario, fingete, visto che, comunque, è meglio studiare che andare a lavorare, quando il lavoro non c’è. E se c’è, è intermittente, temporaneo. Precario. Ma, se potete, guardate i maestri e i professori con indulgenza. Sono una categoria residua (e “protetta”). Una specie in via d’estinzione, mal sopportata. Sopravvissuta a un’era ormai passata. Quando la scuola e la cultura servivano. Erano fattori di prestigio.

Oggi non è più così. I Professori: verranno aboliti per legge, insieme alla Scuola. D’altronde, studiare non serve. E la cultura vi creerà più guai che vantaggi. Perché la cultura rende liberi, critici e consapevoli. Ma oggi non conviene. Si tratta di vizi insopportabili. Cari ragazzi, ascoltatemi: meglio furbi che colti!”.

 

E’ solo un “fondo” di amara verità racchiusa in un involucro di ironica arguzia? Aspetto i vostri pensieri.

francesca (3)  

E ora qualche vignetta per sorridere... (ma non troppo)!

 vignettaEmilianoTaglialfondo

 

            scuola_privata130809_Inizio_Scuola           laurea vignetta