scritto da francesca il 22 09 2014
Uno Stato deve essere laico, secondo me, non può farsi influenzare, o peggio, "pilotare" dalla religione, qualunque essa sia.
Certe scelte ideologiche possono appartenere ai credenti ma non possono essere sempre adottate da uno stato democratico.
In un'epoca dove l'uomo è visitatore abituale dello spazio, comunica simultaneamente con altri distanti migliaia di chilometri, cammina sempre con il cellulare e fotocamera in tasca, non può fare a meno di internet, distratto da tanta tecnologia, ha dimenticato chi veramente è, la sua reale natura.
Infatti ancora non si è raggiunta una convivenza priva di discriminazioni, una convivenza che garantisca uguaglianza, stessi diritti per tutti.
Tutto ciò che va fuori da una presunta "normalità", fuori dagli schemi costruiti dalla società, fuori dai tabù eretti da una moralità dubbia, fa paura, a volte terrorizza.
Così si fa differenza per la diversità del colore della pelle o per la nazionalità, si fa distinzione tra religioni o ceti sociali, ma forse la parola che, oggi, provoca ancora forti reazioni è "omosessualità".
Anche se, apparentemente, siamo tutti "democratici" pronti (a parole) ad accettare gli omosessuali, a considerarli persone come tutti noi, serbiamo dentro ancora molti pregiudizi, fobie che a volte si trasformano in violenza.
A volte mi chiedo : "E se fossimo noi, eterosessuali, ad essere considerati ANORMALI ?"
Se fossimo noi ad essere condannati a non esprimere l'orientamento sessuale liberamente senza suscitare scalpore o biasimo?
Doversi nascondere per non essere derisi, nella migliore delle ipotesi, per non essere offesi, per non subire violenze.
L'omosessualità non è una malattia, (come si credeva) ma molte persone continuano a crederlo, o preferiscono crederlo, forse per comodità, continuando a mettere in essere una discriminazione "sfegatata".
Io, sinceramente non so dire quanto di umano ci possa essere in un simile comportamento, quanto ci sia di democratico nel giudicare una persona in quanto ami una persona di sesso diverso o dello stesso sesso.
L 'amoralità non abita certo qua, ci sono altri comportamenti per i quali bisognerebbe indignarsi e che, stranamente, passano inosservati agli occhi della stragrande maggioranza.
Il riconoscimento delle loro unioni porterebbe a un cambiamento radicale della concezione della famiglia e, aldilà dei privilegi di tipo amministrativo ed economico, a una vera e propria rivoluzione culturale, in cui amore, fedeltà, impegno su un progetto condiviso, sentimenti forti per tutta la vita sarebbero finalmente ammessi socialmente anche tra persone dello stesso sesso.
Si realizzerebbe una delle forme più avanzate di democrazia, la possibilità per ogni uomo di essere se stesso integralmente, nelle forme più responsabili e di rispetto reciproco.
Voi cosa ne pensate ?