scritto da francesca il 19 06 2014
auguri_festa_della_mamma

Cara mamma, so che troverai questa mia lettera alquanto strana, non ti ho mai scritto e non ti ho mai detto quello che ora stai per leggere. Il nostro non è stato un rapporto facile, ma sento che un invisibile legame profondissimo ci unisce. Io e te siamo madre e figlia ma, pur essendo legate da un vincolo indissolubile, a volte siamo lontanissime. Vista da fuori sono la forte e coraggiosa Francesca, ma dentro ho la fragilità del cristallo antico. Dentro sono ferita, insicura e il mio più grande desiderio è sempre stato quello di essere compresa da te. Ci sono momenti in cui vorrei che, attraverso le vie misteriose che ci hanno tenute legate, riuscissimo a dirci cosa è stata la nostra esistenza, forse arriveremmo ad essere finalmente libere dentro. Ma a volte parlarsi, quando ci sarebbe troppo da dire, diventa un'impresa difficile, quasi impossibile. Oh madre cara, quanto ho desiderato da piccola, un tuo abbraccio, le coccole che non ho mai avuto, i vizietti innocenti che si danno ai bimbi e che non costano, i baci e i “ti voglio bene”. Non sei mai stata abituata all’espansività dei sentimenti. Mi hai nutrita, vestita, ti sei sacrificata per permettermi di studiare ma non hai saputo dirmi “tu vali”. Tutto ciò che facevo, i successi che raggiungevo, i voti migliori, il non avere vizi, l’obbedienza assoluta, non ha mai significato molto per te. Era tutto, solo ed esclusivamente, mio dovere, anche crearmi, da sola, la corazza di autostima e coraggio necessari ad affrontare il peggio, quando è arrivato. Ecco perché non ho perso un attimo del mio tempo di madre, con i miei figli, e di nonna con i miei nipoti per sommergerli di sentimento. A loro non ho mai sottratto baci, stritolosi abbracci, ho dispensato (e tuttora lo faccio) i “ti voglio bene” a valanga. Non posso perdermi neanche un minuto del mio tempo. E devono sempre sapere quanto li AMO. Ma torniamo a noi. Ora si stanno confondendo i ruoli, ora devo farti da madre e non so se sono ancora tua figlia, o entrambe le cose. Oggi sei cambiata, diversa, con i lutti e i dolori sei diventata un’altra mamma, forse quella che avrei voluto tanti anni fa. A volte non ti riconosco, ti trovo calma e paziente, quasi dolce e affettuosa come forse non sei mai stata. Dopo che papà se n’è andato, reso senza età da Alzheimer, ti vedo vagare così, sguardo perso nel nulla, irraggiungibile, triste. Porti via con te il segreto di chi veramente passa e perde le radici della memoria. E io spesso, testardamente e magari anche un po’ ingiustamente, percorro ogni possibile strada per farti reagire e restituirti i ricordi delle cose, dei nomi, di una vita intera. Oggi ti guardo, così passiva, quasi inerte e rassegnata e provo tanta tenerezza e tristezza nei tuoi confronti. Ma il bene che ti ho voluto e che ti vorrò sempre è un sentimento che non è mai svanito. Provo anche tantissima riconoscenza per ciò che tu e papà mi avete insegnato: l’onestà, l’operosità, la disponibilità, la generosità e l’altruismo, ma anche per ciò che non ho condiviso, che mi ha permesso di formarmi una visione del mondo e mi ha reso più forte. Oggi, mamma cara, ti scrivo questa lettera non solo per farti gli Auguri di Buon Compleanno ma per costruire un dialogo, per recuperare la pace interiore della quale entrambe abbiamo assoluto bisogno. Ti auguro un Felice Compleanno, mamma e lascio a questo foglio l’impronta del mio incommensurabile, infinito Amore per te.

francesca (3)mamma

dio

Entrano in campo, sfiorano con la mano il manto erboso e si fanno il segno della croce.

Segnano un goal, alzano la maglietta, sotto leggi " Dio ti ama", o mentre esultano fanno il segno della croce.

Poi mentono spudoratamente per contendere all'avversario una rimessa, si gettano a terra simulando chissà quale dolore, senza essere stati colpiti.

Si buttano platealmente in area, nel tentativo di far credere all'arbitro che hanno subìto un fallo grave, e se l'arbitro ci casca, volgono lo sguardo al cielo ringraziando Dio.

occhi al cielo

Cosa ne pensate di questi comportamenti antisportivi, commessi da bambocci che guadagnano in una partita dieci volte quello che noi guadagniamo in una vita? Io credo che queste persone vadano punite severamente, anche dalla chiesa, perche così facendo offendono i veri credenti.

E non mi si venga a dire che sono peccati veniali, io li considero al pari di una bestemmia.

Riccardo