scritto da nadia il 21 02 2012

Ad una certa età, alla mia età , t’accorgi
che di strada alle tue spalle ne hai lasciata tanta;cerchi allora di frugare
nei ricordi, tanti e poi tanti che non riesci a collegarli.
Molti ti appaiono nitidi, altri sbiaditi,
ma sono li legati fra loro, hanno formato la strada della tua vita. E questa
strada non è sempre stata larga e pianeggiante:ma quante asperità, quante
salite , quante amarezze, pochi sprazzi di gioie. Poi, ti rendi conto che
quelle “Querce” alle quali ti appoggiavi, sono andate via per un viaggio senza
ritorno;rimani privo della guida , dei consigli, del rifugio domestico.
Non lo accetti , ma così è la legge della vita:i
genitori non sono eterni. E’ la frase che ripeto spesso ai miei figli:-i
genitori non sono eterni. Lo ripeteva anche mio nonno, come dire:- ragazzi,un
giorno dovrete camminare con le vostre gambe. Dovrete percorrere la vostra
strada, soli o in compagnia. Credo che questi sani insegnamenti siano i binari
della vita;e’ come andare in bicicletta,
difficile trovare l’equilibrio poi, se non trovi buche, non cadi più. Già! Le
buche, ma quante buche trovi lungo la tua strada?Tante e poi tante.
Ma ritornando alla mia –Lunga Strada- , io
figlio di un padre cavatore, avvezzo quindi ai sacrifici e alla fatica, le
buche che ho incontrato, memore degli insegnamenti, le ho sempre evitate ,
raggirate. E tutto quello che sono riuscito a fare , a costruire, nel saggio
esempio della formica per dare un minimo di –sicurezza proletaria- ai figli,
viene eroso, vanificato, rimpicciolito, succhiato …da una ciurma di persone
che, a chiamarli tali è un orribile bestemmia.
Ecco che, quella lunga strada, diventa
racchiusa nel nulla, quel lungo percorso fatto con le unghie e con i denti teso
a migliorare le condizioni di vita, viene vanificato per colpa di persone che,hanno
spolpato e abbruttito la nostra bella Italia. Quella piccola casa ereditata dai
genitori e che , con grandi sacrifici e tanto lavoro hai ampliato per i tuoi
figli, viene gravata da imposizioni come
se te l’avesse data lo Stato.
No ! Non si possono accettare sacrifici
dettati da persone che hanno sempre avuto la pancia piena e che tutt’ora,
ignorano volutamente i sacrifici della gente semplice. Mi convinco sempre di
più che:quelle lacrime la ministra se le poteva risparmiare. Ho voluto
racchiudere in pochi capitoli una riflessione della mia strada,una –rivisitazione- proiettata sopra un telo come
un film in bianco e nero. Gli attori sono le nostre donne, mamme, figli, nipoti
gente di borgata, di periferia, di
città, che non ha bisogno di registi
Ho ripercorso un
tratto della mia-vostra strada. Non so se lo condividete, ma per me è così, io
la vedo così.
Il solito maledetto Toscano