scritto da francesca il 24 02 2012

Trovato e riportato direttamente dalla rete (articolo di L. Alluzzi, autore di Faceblog):

 

Secondo una ricerca di Divoce Online, un terzo delle famiglie inglesi che fa uso del servizio divorzia per colpa d Facebook. Un tempo si dava la colpa alla suocera, al macellaio o al postino mentre nell'era del web 2.0 è il social network di Zuckerberg il capro espiatorio e l'unico responsabile della fine di ogni unione che sembrava perfetta.

Tutto ciò che tenevamo nascosto, le nostre relazioni clandestine, i nostri messaggi ammiccanti, le nostre amicizie ambigue sono ora raccolte all'interno di Facebook e quando la moglie o il marito se ne accorgono scoppia la coppia.

Basta un like fuori posto per far esplodere una rissa e quando qualcuna o qualcuno lasciano un commento troppo ardito sotto a una foto o un update allora non ci si tiene più.

Se poi dal "Mi Piace" si passa ad essere colti in fragrante in una foto dove qualche simpaticone ci tagga abbracciati a qualche facinoroso/a allora si va direttamente per vie legali e il matrimonio finisce con prove alla mano.

Prima di Facebook c'erano i telefonini che con gli SMS rischiavano di mettere a repentaglio anche le unioni più forti ma lì, con un briciolo d'astuzia, i fedifraghi potevano ancora cavarsela. Ora la vita per chi non ha la coscienza pulita è diventata più difficile e non basta più fingere un febbrone per fare una scappatella, specialmente se si decide di andare a ballare semi nudi sul bancone di qualche bar. La vostra popolarità vi precederà di certo ed ecco che il giorno dopo quando vi alzerete ancora in hang-over Facebook sarà pieno di foto nelle quale sarete targati con nome e cognome.

Anche Twitter ha fatto i suoi bei danni, ma se non altro in 140 caratteri lo spazio per "mettere in pericolo" qualcuno è ridotto, mentre su Facebook non ci sono limiti e con l'introduzione della Timeline ogni secondo della nostra vita sregolata viene registrato senza pietà. E' il suo bello, certo, ma ditelo a quel 33% di coppie in crisi che hanno citato Facebook come prova che mette fine al proprio matrimonio e si sono dunque rivolte a Divorce-Online, il sito che assiste gli sposi che vogliono interrompere la propria unione.

A scavarsi la fossa da soli sono in tanti: non sono infatti solo i tag sulle proprie foto o i commenti altrui a metterci nei guai ma anche quelli cattivi che facciamo sul nostro partner, magari in un momento di nervosismo. La voce arriva subito alle orecchie della sposa/o e ecco che la guerra inizia prima sul social network e poi si conclude in tribunale. Non è la prima volta che sentiamo una notizia del genere, ma a quanto pare i numeri continuano a salire e anche il divorzio diventa 2.0.

Davvero non avete ancora imparato ad impostare i giusti parametri per proteggere la vostra privacy? Allora vi restano solo due possibilità: o filate dritto o la smettete con la farsa del matrimonio e vi rigettate nel mucchio selvaggio dei single a caccia di flirt. Prima però accertatevi che il fisico regga ancora.

scritto da nadia il 21 02 2012

    

 Ad una certa età, alla mia età , t’accorgi che di strada alle tue spalle ne hai lasciata tanta;cerchi allora di frugare nei ricordi, tanti e poi tanti che non riesci a collegarli.

     Molti ti appaiono nitidi, altri sbiaditi, ma sono li legati fra loro, hanno formato la strada della tua vita. E questa strada non è sempre stata larga e pianeggiante:ma quante asperità, quante salite , quante amarezze, pochi sprazzi di gioie. Poi, ti rendi conto che quelle “Querce” alle quali ti appoggiavi, sono andate via per un viaggio senza ritorno;rimani privo della guida , dei consigli, del rifugio domestico.

      Non lo  accetti , ma così è la legge della vita:i genitori non sono eterni. E’ la frase che ripeto spesso ai miei figli:-i genitori non sono eterni. Lo ripeteva anche mio nonno, come dire:- ragazzi,un giorno dovrete camminare con le vostre gambe. Dovrete percorrere la vostra strada, soli o in compagnia. Credo che questi sani insegnamenti siano i binari della vita;e’  come andare in bicicletta, difficile trovare l’equilibrio poi, se non trovi buche, non cadi più. Già! Le buche, ma quante buche trovi lungo la tua strada?Tante e poi tante.

    Ma ritornando alla mia –Lunga Strada- , io figlio di un padre cavatore, avvezzo quindi ai sacrifici e alla fatica, le buche che ho incontrato, memore degli insegnamenti, le ho sempre evitate , raggirate. E tutto quello che sono riuscito a fare , a costruire, nel saggio esempio della formica per dare un minimo di –sicurezza proletaria- ai figli, viene eroso, vanificato, rimpicciolito, succhiato …da una ciurma di persone che, a chiamarli tali è un orribile bestemmia.

     Ecco che, quella lunga strada, diventa racchiusa nel nulla, quel lungo percorso fatto con le unghie e con i denti teso a migliorare le condizioni di vita, viene vanificato per colpa di persone che,hanno spolpato e abbruttito la nostra bella Italia. Quella piccola casa ereditata dai genitori e che , con grandi sacrifici e tanto lavoro hai ampliato per i tuoi figli, viene gravata da imposizioni  come se te l’avesse data lo Stato.

     No ! Non si possono accettare sacrifici dettati da persone che hanno sempre avuto la pancia piena e che tutt’ora, ignorano volutamente i sacrifici della gente semplice. Mi convinco sempre di più che:quelle lacrime la ministra se le poteva risparmiare. Ho voluto racchiudere in pochi capitoli una riflessione della mia strada,una  –rivisitazione- proiettata sopra un telo come un film in bianco e nero. Gli attori sono le nostre donne, mamme, figli, nipoti  gente di borgata, di periferia, di città,  che non ha bisogno di registi

     Ho ripercorso un tratto della mia-vostra strada. Non so se lo condividete, ma per me è così, io la vedo così.  

Il solito maledetto Toscano