scritto da nadia il 10 10 2010

UFO_Clasic_Wallpaper app ufo 

Creare  una piccola agenzia governativa al fine di cooperare con gli altri paesi che stanno già formalmente investigando, per rendere pubbliche informazioni concernenti gli UFO.

E' la proposta della giornalista Leslie Kean, che in questi giorni ha pubblicato ‘UFOs: Generals, Pilots and Government Officials Go On the Record', un volume già recensito da vari magazine e blog, tutto incentrato sul tema alieno, piloti militari, misteri e via dicendo. L’Huffington Post ha dedicato un articolo corredato da 16 foto con lunghe didascalie, controfirmato in prefazione da un curioso personaggio che la butta sulla politica. Si tratta di John Podesta, ex capo dello Staff del presidente Clinton, poi co-coordinatore del Transition Team di Obama, il quale senza esitazione afferma che "è arrivato il momento in cui governo, scienziati ed esperti dell’aviazione lavorino insieme per sbrogliare le questioni legate agli UFO rimaste fino ad oggi nell’oscurità. E’ tempo di trovare quel che c’è realmente di vero e quello che non lo è.. E l'idea di un’agenzia che si occupi del rilascio di documenti e di ogni futura indagine con apertura ed efficienza non dispiace all'ex capo dello Staff Clinton, tanto che la definisce "meritevole", in considerazione del fatto che "gli americani – e la gente nel mondo – vogliono sapere, e sono in grado di affrontare la verità". Di là dal’crederci', di là dall’essere 'atei' e 'agnostici', o addirittura 'praticanti', l'ufologia resta sempre il solito genere fra il fantasy e la fantascienza per un pubblico di nicchia, sia pure abbastanza numeroso. E Podesta questo lo sa, ecco perché non prende posizione, come del resto non la prende Kean nel suo libro. Ma se delle migliaia di avvistamenti segnalati negli ultimi 60 anni, il 95% sarebbero slide_129376probabilmente spiegabili come fenomeni ordinari, e solo un 5% degli eventi, ben documentati, sono stati investigati da agenzie governative di vari paesi senza che siano state trovate spiegazioni soddisfacenti, allora vuol dire che "vale la pena fare un punto della situazione coordinarsi fra paesi e rendere conto di quel che si sa su certi oggetti e su cosa possono significare". Si racconta che a suo tempo ci avesse provato Clinton, valutando l’opportunità di aprire alcuni file tenuti segreti da Washington. Poi si dice che anche Kennedy avesse quella certa predisposizione a fare chiarezza. Senza dimenticare Carter, che aveva perfino lanciato una commissione per sviluppare una ricerca in materia e renderne pubblici gli esiti. Ma il Pentagono disse "No!". La Francia, ha messo online su un sito ufficiale tutti i casi di fenomeni aerospaziali non identificati ritenuti interessanti e studiati dall’agenzia GEPAN, che fa parte del CNES, il centro di studi spaziali francesi. La Gran Bretagna, che ha deciso di fare tra una serie di declassificazioni, e sta rilasciando masse di documenti dagli Archivi Nazionali della Difesa, discussi e offerti ogni volta dalla Bbc. slide_129378E’ stata la stessa emittente britannica a rendere noto che alla fine della Seconda Guerra mondiale il primo ministro Winston Churchill *ordinò di classificare immediatamente l'avvistamento di un UFO, per "non provocare panico nella popolazione e non creare problemi di fede". (*Tema del prossimo articolo).   "Un piccolo passo per un uomo, ma un balzo enorme per l'umanità". Le parole, di Neil Alden Armstrong, quando il 21 luglio divenne il primo essere umano a camminare sulla Luna, toccando il suolo lunare alle ore 2:56 UTC con lo scarpone sinistro. Oggi, noi, speriamo in un altro balzo. Giuliano

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Omaggio a Rosaria

Gentildonna partenopea in occasione della festa della Madonna del Rosario  (7 Ottobre)

 

 S’è già detto della fuga da Roma del Caravaggio, accusato di omicidio e condannato a morte.

Per un intero anno il (1607) riparò a Napoli poi a Malta e quindi di nuovo a Napoli dopo una breve permanenza in Sicilia. Si è anche parlato dell’influenza che egli esercitò sulla pittura napoletana, talmente avvertita da far nascere la cosiddetta scuola del Caravaggio. Bravissimi pittori ne seguirono la tecnica e lo stile: Artemisia Gentileschi, con il padre Orazio Gentileschi, e Jusepe Ribera (noto come il famoso "Spagnoletto") solo per citarne alcuni.

Caravaggio, sebbene non sia rimasto molto tempo a Napoli, produsse in quel periodo, alcune opere molto importanti: Le sette opere di Misericordia, Il martirio di Sant’Orsola e La Madonna del Rosario.

 Il dipinto La Madonna del Rosario, oggi conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna, era stata ordinata dai Carafa-Colonna, protettori del Caravaggio durante la sua fuga, e destinata alla cappella di famiglia nella chiesa di San Domenico Maggiore  a Napoli.

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 All'epoca della Controriforma, con la vittoria di Lepanto (1571) i cristiani sconfissero e fermarono  la loro avanzata dei turchi.

L’evento fu attribuito alle preghiere dei fedeli e quindi all'orazione del rosario.

In realtà la Chiesa della controriforma aveva bisogno di propagare nuove devozioni; fece credere quindi che quella vittoria era da attribuire alle preghiere dei fedeli che avevano ricevuto la corona del rosario da san Domenico che, a sua volta, aveva avuto da Maria la quale, dopo avergli insegnato a pregare, gli aveva anche affidato l’incarico di diffondere fra la gente l'orazione del rosario.

Nel dipinto la Madonna è rappresentata con il Bambin Gesù, tutt’intorno i frati domenicani, a destra il fondatore dell'ordine, san Domenico e a sinistra san Pietro martire; in basso un gruppo di fedeli inginocchiati.

 A destra dei fedeli il ritratto di Marcantonio Colonna, che aveva partecipato alla battaglia di Lepanto,  mentre regge il mantello di san Domenico. La colonna stessa sulla destra vuole raffigurare sia la potenza della chiesa che il casato dei committenti.

Bisogna però aggiungere che il Merisi, oltre a celebrare la gloria e la grandezza della chiesa e la storia dei Colonna, con la tela riesce soprattutto a rappresentare il grado di devozione popolare verso la Madonna del Rosario di quei fedeli malvestiti, sporchi e malati che chiedono, implorando con le mani tese, non una grazia particolare alla Madonna, ma solo quel minimo indispensabile per condurre una vita dignitosa, se non addirittura per poter sopravvivere.

San Domenico non si rivolge al popolo, egli guarda a Maria, chiede quasi il consenso per la sua obbedienza  mentre offre le corone del rosario ai fedeli inginocchiati sporchi e affamati. Dal lato opposto san Pietro martire con lo sguardo rivolto a un punto al di fuori della tela indica con la mano destra Maria e Gesù Bambino.

Forse ambedue i santi vogliono rappresentare l’aspetto gerarchico voluto dalla controriforma: per arrivare alla Madonna era necessaria l’intermediazione dei santi, probabilmente questa era una necessità della Chiesa di allora.

Ma al di là delle cause che lo hanno generato e degli scopi voluti dalla committenza, sarà bene guardare questo capolavoro sotto l’aspetto artistico.

 Le arti in genere sono state sempre utilizzate per l’esaltazione dei grandi committenti e specialmente dalla Chiesa che nel corso del XVII secolo aveva bisogno di indirizzarla al servizio della controriforma, con lo scopo di ricondurre la gente al cattolicesimo.

 Caravaggio nella Madonna del Rosario,  pur avendo rispettato l’incarico di diffondere i messaggi voluti dalla Chiesa, non incluse nel dipinto drappeggi e paramenti, non volle mai esagerare con virtuosismi e decorazioni monumentali, egli riuscì, e riesce ancora oggi, invece a  coinvolgere masse di osservatori mediante la rappresentazione con crudo realismo della povera gente e il loro dramma quotidiano.

Non vuole stupire, non ha bisogno di ricorrere continuamente a trovate di alcun genere per creare emozioni; praticò invece quasi sempre nelle sue opere un realismo assoluto, le immagini da lui impresse sulla tela spesso erano popolani  persino con i piedi sporchi, come è evidente nella Madonna del Rosario e nella Madonna dei pellegrini.

Anche se molti  critici di allora ritenevano la sua pittura priva di decoro, a volte anche  irriverente ed irriguardosa nei confronti della committenza (s’è parlato dei rifiuti di alcune sue opere) è pur vero, e se ne è già parlato in Eldy, che il naturalismo di Caravaggio creò una sorta di proselitismo che si sviluppò in Italia e anche all’estero i cui rappresentanti già conosciamo dal pezzo “i caravaggeschi” della Franci (“compagna d’arte”) da noi tutti molto apprezzato.

Non so cos’altro dire di questo immenso artista che mi commuove, ma anche mi indispettisce; se avesse condotto una vita meno turbolenta forse sarebbe vissuto di più e ci avrebbe donato altre emozioni con altri geniali dipinti.

In ogni caso se la sua vita, caratterizzata da un carattere focoso e ribelle, fu piena di episodi gravi che lo costrinsero a spostarsi continuamente per evitare gravi sanzioni, certamente  nessuno potrà mai dire che non ha lasciato al mondo emozioni e passioni prive di formalismo in grado di far vibrare l’anima di ogni persona sensibile.

Ma in fondo Caravaggio era un animo nobile, con la sua arte volle anche mettere in evidenza le disparità sociali attraverso la rappresentazione delle condizioni della povera gente.

Proprio per questo credo che egli abbia meglio interpretato gli scopi originari della chiesa quando predicava povertà e purezza.

Flavio 2

 grazie10

FLAVIO, PER QUESTO OMAGGIO    GRADITISSIMO!!!!

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