LA DEFINIZIONE DI DISABILITA'..... a cura di Roberto Scano.

diversabile18Non è semplice stabilire quanti siano i disabili in Italia. Il problema è legato a diversi fattori. Innanzi tutto quello di ''disabilità'' è un concetto non universale. Molto spesso la sua definizione è legata al ricercatore o al tipo di ricerca che si sta effettuando. In molti casi, inoltre, si usano in maniera imprecisa, o si confondono tra loro, i termini ''invalido'', ''handicappato'', ''disabile'' o ''inabile''.

In questo testo si è deciso di seguire le indicazioni adottate dall' ISTAT che a sua volta, fa esplicito riferimento alle definizioni di ''menomazione'', ''disabilità'' ed handicap'' illustrate dall' Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il temine ''disabilità'', per esempio, si riferisce alla capacità della persona di espletare autonomamente (anche se con ausili) le attività fondamentali della vita quotidiana e si riconduce alla legge 104 del 1992. Il termine ''invalidità'', invece, rianda al diritto di percepire un beneficio economico in conseguenza di un danno biologico indipendentemente dalla valutazione complessiva di autosufficienza, e fa riferimento alla legge 118 del 1971.

Ma per fare chiarezza sui termini che saranno adottati, è utile esaminare i due documenti stilati dall'OMS

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LE SPECIFICHE DELL'OMS

L'ISTAT adotta la definizione di disabilità proposta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nella ''Classificazione'' Internazionale delle Menomazioni, Disabilità e Handicap''. Il punto focale di questa classificazione è la sequenza di definizioni che porta dalla menomazione all'handicap: la menomazione è il danno biologico che una persona riporta a seguito di una malattia (congenita o meno) o di un incidente: la disabilità è l'incapacità di svolgere le normali attività della vita quotidiana a seguito della menomazione: l'handicap è lo svantaggio sociale che deriva dall'avere una disabilità. Così, ad esempio, una persona su sedia a rotelle è sicuramente disabile, ma potrebbe potenzialmente non essere handicappata se venissero eliminate tutte le barriere architettoniche, cosicchè non le verrebbe precluso l'accesso a nessun settore della vita sociale. E' evidente che, in tale accezione, si può contare il numero di disabili, ma non di handicappati: la condizione di handicap è perfettamente soggettiva e dipende dalle aspettative di vita e dalle esigenze della persona disabile.

 

IL PRIMO DOCUMENTO DELL'OMS (ICIDH)

Nel 1980 l'Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicò un primo documento dal titolo Internetional Classification of Impairments, Disabilities and Handicaps (ICIDH). Nel testo veniva fatta l'importante distinzione fra ''menomazione (impariment), intesa come ''perdita o anormalità a carico di una struttura o di una funzione psicologica, fisiologica o anatomica'', e gli altri due termini. Questi venivano rispettivamente definiti: ''disabilità'' (disability) come ''qualsiasi limitazione o perdita (conseguente a menomazione) della capacità di compiere un'attività nel modo o nell'ampiezza considerati normali per un essere umano e ''handicap'' come la ''condizione di svantaggio conseguente a una menomazione o una disabilità che in un certo soggetto limita o impedisce l'adempimento del ruolo normale per tale soggetto in relazione all'età, al sesso e ai fattori socioculturali''. La lista dei principali raggruppamenti nella definizione di ciascuno dei tre termini, riporta di seguito, può meglio aiutare a capire la distinzione.

 

Volendo fare un esempio, in base alle definizioni che sono state specificate sopra, un non vedente è una persona che soffre di una menomazione oculare che gli procura disabilità nella comunicazione e nella locomozione e comporta handicap, ad esempio, nella mobilità e nella occupazione.

Questo esempio è utile per capire come un unico tipo di menomazione può dar luogo a più tipi di disabilità e implicare diversi handicap.

Analogamente un certo tipo di handicap può essere collegato a diverse disabilità che a loro volta possono derivare da più tipi di menomazione.

Mentre per un individuo la menomazione ha carattere permanente, la disabilità dipende dalla attività che egli deve esercitare e l'handicap esprime lo svantaggio che ha nei riguardi di altri individui (i cosìddetti normodotati). Un paraplegico avrà certamente un handicap quando si tratti di giocare a calcio, ma potrebbe non averne nessuno nell'uso di un personal computer.

 

IL NUOVO DOCUMENTO DELL' OMS (ICF)

L'aspetto significativo del primo documento pubblicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità è stato quello di associare lo stato di un individuo non solo a funzioni e strutture del corpo umano, ma anche ad attività a livello individuale o di partecipazione nella vita sociale.

Il secondo documento ha per titolo Internetional Classification of Functioning, Disaability and Health. Il titolo è indicativo di un cambiamento sostanziale poiché sottolinea un'unificazione nelle forme di discriminazione dello stato di una persona. Non ci si riferisce più a un disturbo, strutturale o funzionale, senza prima rapportarlo a uno stato considerato di ''salute''.

 

CONCETTI BASE E STRUTTURA DELL'ICIDH

-MENOMAZIONE: qualsiasi perdita o anormalità a carico di strutture o funzioni psicologiche, fisiologiche o anatomiche: essa rappresenta l'esteriorizzazione di uno stato patologico e in linea di principio essa riflette i disturbi a livello d'organo.

-DISABILITA': qualsiasi limitazione o perdita (conseguente a una menomazione) della capacità di compiere un'attività nel modo o nell'ampiezza considerati normali per un essere umano. La disabilità rappresenta l'oggettivazione della menomazione e come tale riflette disturbi a livello della persona. La disabilità si riferisce a capacità funzionali estrinsecate attraverso atti e comportamenti che per generale consenso costituiscono aspetti essenziali della vita di ogni giorno.

-HANDICAP: condizione di svantaggio vissuta da una determinata persona in conseguenza di una menomazione o di una disabilità che limita o impedisce la possibilità di ricoprire il ruolo normalmente proprio a quella persona (in base all'età, al sesso e ai fattori socio-culturali). Esso rappresenta la socializzazione di una menomazione o di una disabilità e come tale riflette le conseguenze -culturali, sociali, economiche e ambientali – che per l'individuo derivano dalla presenza della menomazione e della disabilità. Lo svantaggio deriva dalla diminuzione o dalla perdita delle capacità di conformarsi alle aspettative e alle proprie dell'universo che circonda l'individuo.

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BARRIERE ARCHITETTONICHE

Molti comuni d'Italia da anni si stanno muovendo per l'abbattimento delle Barriere Architettoniche, anche se ancora molto c'è da fare.

Una novità in merito (come ha già annunciato Nembo nel suo articolo) da quest'anno.

I Comuni italiani avranno una nuova figura nel campo delle pari opportunità: il ''Disability manager''.

Si tratta di un esperto incaricato di rendere la città accessibile alle persone diversamente abili, dagli edifici ai trasporti, dalle iniziative culturali all'informatica.

Saranno istituiti dei corsi di formazione per queste figure e partiranno da gennaio 2010 a Milano e a Parma. Già pronta la delibera per la prima Disability manager di Parma: Benedetta Squarcia.

A livello nazionale il governo sta predisponendo un Osservatorio sui problemi della disabilità.

Parma sarà la base di lancio per tutti i Comuni italiani, per realizzare città realmente accessibili.

E a proposito di barriere architettoniche, un progetto è partito quest'anno a Formia.

''Giochi del Mare''. Sott'acqua le barriere architettoniche non esistono e a dimostrarlo sono i disabili protagonisti di questa iniziativa. Sotto la guida di un istruttore, hanno sfidato gli abissi, immergendosi in mare. Sott'acqua, non c'è nessuna differenza tra un disabile ed un normodotato. Ad esempio, un non vedente è in un certo senso, avvantaggiato rispetto a un normodotato perchè quando si scende ad un livello profondo, le maschere vengono riempite di gesso e la visibilità è quasi nulla.

In acqua, il senso della gravità cambia, trovarsi lì facilita tutto e non è necessario nemmeno saper nuotare, basta avere un po' di acquaticità. Una volta dentro, non ci sono problemi di alcun tipo.

nadia_mPer l'abbattimento delle barriere architettoniche esistono anche molti ausili. Uno di questi (ne parlo perchè è una novità) è una specie di navigatore satellitare che aiuta le persone disabili a superare gli ostacoli che possono presentarsi lungo il tragitto, sia all'interno dei palazzi sia per strada. Questo marchingegno si chiama ''Nadia'' (navigation for disability applications), ed è un progetto promosso e finanziato dall'Agenzia spaziale italiana per le persone non vedenti e in sedia a ruote. Il progetto sfrutta le tecnologie Gps per localizzare le barriere architettoniche suggerendo quindi i percorsi più accessibili. L'obbiettivo è quello di fare in modo che gli spostamenti delle persone disabili o anziane avvengano in tutta autonomia e sicurezza al fine di migliorare le loro possibilità di vita indipendente. Inoltre, questo specie di Tom Tom chiamato Nadia, è in grado di segnalare la posizione del singolo in caso di malessere o incidente stradale, dando così la possibilità di avvertire i soccorsi.

Quindi, sembra che qualcosa piano piano si stia muovendo si è fatto molto in questi ultimi anni anche se purtroppo, poi apri il giornale e leggi che il sindaco di Ischia, ha fatto sistemare dei nuovi lampioni, sul passaggio per i disabili.

Ho letto questa notizia su internet e vorrei brevemente riportarla.

Anzi, ho trovato il video e, non occorre aggiungere alcuna parola in merito. Guardatelo e vi verrà spiegato perfettamente la storia dei pali dell'illuminazione di Ischia. Nella speranza che dal 21 giugno ad ora si siano rimossi i pali in questione, concludo qui, anche se di disabilità c'è ancora molto da dire

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6 Commenti a “DISABILITA’ E BARRIERE ARCHITETTONICHE…..Scritto da Nadia”

  1. tittati ha detto:

    Ciao Rosaria, sono stata anch’io insegnante di scuola primaria x 38 anni e ho conosciuto tante disabilità, tante situazioni veramente al limite che forse mi hanno aiutato ad accogliere con gioia il nostro Andrea, perchè ti assicuro che l’inizio è stato veramente duro. Andrea è al centro della vita della nostra famiglia e da buon giocherellone qual è se ne approfitta.
    Ho avuto molto piacere a scambiare 4 parole con te, perchè pare che siamo sulla stessa lunghezza d’onda,speriamo di poter continuare anche in chat. A presto

  2. rosaria3.na ha detto:

    Tittati, sono d’accordo con te quando dici che i ragazzi affetti dalla sindrome di Down sono affettuosissimi. Nella mia carriera scolastica, in qualità di insegnante di sostegno x circa 10 anni, ho avuto modo di essere a contatto con alcuni di loro. Proprio l’anno scorso ne ho incontrato uno che ora è grande e che si ricordava ancora di me!!! Che emozione, ritrovarli adulti e notare che si ricordano di te con affetto.

  3. tittati ha detto:

    Sono orgogliosa di essere la zia di Andrea, ragazzo down di 15 anni, vivo l’handikap quotidianamente, quindi lo scritto di Nadia non può che farmi piacere, perchè sensibilizzare il maggior numero di persone ad un problema tanto grande, è veramente importante. Comunque fino a quando ci sarà nella società la non cultura della diversità,oppure chi ancora chiama i down “mongoloidi”,non andremo mai da nessuna parte e la famiglia sarà lasciata sempre più sola ad affrontare tutti i problemi. Io posso solo dire che il nostro Andrea è SPECIALE, ed io per lui sono e sarò sempre “zia amore” come lui mi chiama.Nadia complimenti e GRAZIEEEEEEEEEE

  4. franci ha detto:

    Non c’e’ niente di nuovo alla luce del sole. Quando accompagno un malato di sclerosi multipla mi rendo conto delle difficoltà che incontro, io accompagnatore…..figuriamoci loro disabili quando magari si trovano a girare da soli per la città.
    Ho guardato quel video e mi domando: ma perchè gli imbecilli (disabili mentali..) arrivano sempre primi ai posti di comando? La risposta e’ questa: perchè hanno le gambe lunghe e il cervello corto…!!
    Altro abbraccio stritoloso per te Nadia (mann….stasera ti fracassiamo le ossicina….io e Lorenzo).

  5. rosaria3.na ha detto:

    Avevo anche io seguito questa storia dei pali dell’illuminazione ad Ischia, cosa, a dir poco vergognosa, ma ho notizie anche di tante altre storie, ….di bambini ed anziani che non possono uscire di casa con le loro carrozzelle, quindi in gabbia… comunque, ripeto, c’è un totale disinteresse verso queste persone da parte delle autorità . E pure, attraverso la stampa e i mass media, quanti bei discorsi si fanno!!!!! grazie, Nadia x averci ricordato queste cose di cui non se ne parla mai troppo.

  6. lorenzo.rm ha detto:

    Nadia, articolo bellissimo e utilissimo. Grazie come sempre e, per dirla con Franci, un abbraccio stritoloso.

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