scritto da francesca il 28 07 2018

Ieri sera, mentre guardavo la Luna Rossa splendida nel cielo con Marte un pò più sotto che la corteggiava, ho pensato che l'Universo è una cosa meravigliosa.

E m'è venuta in mente una bellissima canzone di Roberto Vecchioni, “Chiamami ancora amore”, dentro la quale c’è una bellissima frase che dice così: "....il sorriso di Dio in questo sputo di Universo".

Ha proprio ragione: la nostra Terra, il pianeta azzurro, altro non è che uno sputo nell’Universo, un granello di sabbia in mezzo al deserto.

Partendo da questa immagine, trascurata dai miliardi di uomini che popolano il pianeta e che credono nella Vita senza fine e nell’uomo onnipotente, vorrei portarvi a riflettere su cosa potrebbe succedere a questo “sputo” di Universo.

La spinta a scrivere mi è stata fornita dall’ultima lettura del libro di Martin Rees “Il secolo finale” e che Federico Rampini su “La Repubblica” ha recensito scrivendo:”C’è una probabilità su due che l’umanità arrivi al prossimo secolo. A dirlo è un luminare della scienza contemporanea, una autorità internazionale nella cosmologia e nell’astrofisica”.

Innanzitutto, vorrei sgombrare il campo dalle tante previsioni catastrofiche che si sono succedute nell’arco dei secoli, regolarmente smentite dai fatti, ovvero, dalla nostra cara Terra viva e vegeta con noi sopra.

La storia vera, quella dei fatti e non delle opinioni, ci mette in guardia dai tanti impostori e seminatori di allarmismi, interpreti di scritti, geroglifici, calendari, ecc.

Purtroppo la gente dimentica, forse perchè le piace credere, preda delle paure più assurde, che ci sono persone (maghi? Veggenti? ecc.), sette o movimenti religiosi, che annunciano “la fine del mondo” ma che poi  regolarmente vengono smentiti.

Prima o poi qualcuno ci azzeccherà, così pure è vera la predizione che, tra qualche miliardo di anni, la vita sulla terra finirà perché scomparirà la macchina vitale: il Sole!

Se facciamo un passo indietro, ricordiamo che già il 2012 avrebbe dovuto essere l’ultimo anno del nostro pianeta. In quell'anno abbiamo assistito a trasmissioni televisive e dibattiti, oltre al versamento di fiumi d’inchiostro in libri più o meno catastrofici. Perché? Allora si era detto che il calendario Maya finiva il 21-12-2012 e, siccome questa civiltà era molto progredita, tanti “profeti” dei giorni nostri hanno tratto la conclusione che i Maya avessero letto il futuro e capito che il mondo dovesse finire proprio in quel lontano giorno del 21 dicembre 2012.

L’assurdo del sopraddetto assunto è che una civiltà progredita come i Maya ha predetto la fine del mondo e non è stata in grado di predire la propria!

Pertanto, archiviamo il 2012 e viviamo sereni e tranquilli.

Anche la religione, in particolare quella Cattolica, in più parti del Vangelo fa capire che la fine del mondo può arrivare da un momento all’altro, invitando tutti a stare all’erta, a vigilare, perché il Padrone arriva quando meno te l’aspetti. Inoltre, nei vangeli ci sono diversi passi in cui sono indicati dei “segni” premonitori dell’arrivo della fine.

Personalmente preferisco affidarmi alla razionalità, più che alle Religioni o ai vari Nostradamus dell’antichità o dei tempi moderni, per capire “SE, COME E QUANDO”, ci sarà la fine della terra.

Non ho volutamente parlato della VITA perché potrebbe cessare di esistere l’uomo, ma l’uomo non è il solo essere vivente.

Da quando è apparsa la vita sulla Terra, sono scomparse milioni di specie, alcune in modo misterioso ed incredibile, quali i dinosauri o lo stesso uomo di Neanderthal.

L’uomo, quello che conosciamo oggi, Sapiens sapiens, grazie all’intelligenza ha potuto evolversi, conoscere e svelare i tanti misteri e segreti della natura.

Proprio l’intelligenza, che ci ha portato a livelli impensabili di conoscenza, non è detto che non possa essere la causa della nostra fine!

La fine dell’Umanità potrebbe avvenire per cause imputabili a fatti esterni o a cause dipendenti dall’uomo stesso.

Fatti esterni più probabili e che potrebbero sovvertire la vita, fino a farla scomparire dalla faccia della Terra, sono da ricercarsi in: eruzioni vulcaniche, terremoti, alterazioni climatiche, impatto con un asteroide, meteorite, cometa o altro oggetto proveniente dallo spazio e, perché no, anche guerre e attentati di vario genere.

Tutto può succedere, tant’è vero che si parla di iniziare, per svariate ragioni, a dar corso ad insediamenti umani sulla Luna e su Marte.

Non perdiamoci nell’inseguire il Caso e i romanzi di fantascienza e concentriamoci sui veri pericoli legati a cause dipendenti dall’uomo.

Sono tanti ma mi permetto elencarne solo due, già sufficienti a scrivere la parola fine sull’umanità. Mi riferisco all’energia nucleare e alle biominacce (batteri e virus).

 Il secolo scorso ci ha fatto vedere gli orrori dell’uomo, cosa è stato capace di fare nei campi di concentramento e nei gulag, cosa è successo a Hiroshima e Nagasaki, come siamo arrivati ad un passo estremo con la crisi della Corea del Nord che con nucleare e missili ha avvelenato terra e mare.

Sappiamo che sul nostro pianeta ci sono bombe atomiche con un potenziale distruttivo 10 volte superiore alla vita stessa.

Già Einstein aveva ammonito i Governi dicendo:” Non so come sarà combattuta la 3^ guerra mondiale. So solo che la 4^ sarà combattuta con i bastoni!”

Un'altra causa di distruzione potrebbe arrivarci dalla biologia, ovvero, dai tantissimi laboratori dove si fanno ricerche su gas nervini, batteri, virus, ecc.

Ebbene, basterebbe che qualche virus sfuggisse al controllo e venisse disperso tra le popolazioni che la Vita potrebbe finire prima che si trovassero le soluzioni!

Detto questo, mi auguro che l’uomo riesca a trovare dentro se stesso il soffio della Vita e non il demone della morte, ma per riuscire a garantirci un futuro roseo e senza pericoli, c’è ancora tanta strada da percorrere su questa Terra.

 

E allora Buona Serenità a tutti e Felice Domenica!

 

Francesca

  https://youtu.be/0Ug3mkIK720    

 

scritto da francesca il 23 07 2018
     

La vita di una persona è un puzzle come quei giochi dei bambini che, con la composizione di tanti pezzettini riescono a formare un quadro.

Solo che la memoria a volta fa brutti scherzi perchè non tutto rimane impresso. Se così fosse, penso che il cervello scoppierebbe.

Anch'io uso Facebook e un giorno mi sono trovata una richiesta da parte di una signora che mi ricordava la mia infanzia. Mi ricordava per la bravura a scuola, per la mia vivacità, per essere sempre pronta a dare una mano a tutti.

Cavoli, dissi immediatamente!!!!!!!!!!!!! Questa mi conosce davvero ma chi diavolo è? Io non ricordavo il suo nome e tantomeno la sua faccia. Certo, una foto c'era in Fb ma questa non mi riportava alla mente niente, era una come me, capelli bianchi e corti, occhiali e rughe. L'unica cosa che, a mio avviso mi univa a lei, era il fatto che anche lei era di Genova.

Caparbia come sono ho voluto andare a fondo, le ho chiesto il numero di telefono e ho iniziato ad investigare.

Macchè, neanche la voce mi diceva qualcosa. Lei parlava come un fiume in piena, "..ricordi la maestra Sarolli?". Si cavolo, era la mia maestra. Ma allora qualcosa di vero c'era.

Poi si descrive: " ero piccola di statura con due treccione bionde molto lunghe e grosse".

Qui mi scappa una esclamazione genovese "belin figgu" (meglio non tradurre). Non me lo dire, ma non è possibile, allora sei tu quella Marisa?

Diomio, dopo più di un secolo ritrovo una compagna di classe, mi dice che abita sempre vicino alla scuola.

Ho tagliato corto però con la promessa di rivederci. Ieri mi sono decisa, dopo 72 anni ci siamo incontrate.

Avete mai visto in tv quando si ritrovano i parenti dopo anni? Beh, a noi è successo la stessa cosa, piangevamo tutte e due.

Inizialmente ci sentivamo due estranee, lei piuttosto riservata, ma non aveva fatto i conti con me. La Alba che con la sua dialettica introduce il dialogo senza peli sulla lingua.

Così venni a conoscenza della sua vita che in un certo modo assomigliava alla mia. Era vedova anche lei e viveva sola. Pian piano rifiorirono i ricordi del passato con una maledetta nostalgia.

Rivedo i luoghi della mia infanzia che stentavo a riconoscere causa il loro cambiamento. Provavo dentro di me un miscuglio di gioia e amarezza.

Ma se chiudo gli occhi vedo ancora il sorriso di Marisa. Non l'è parso vero che io mi sia spostata per andare a trovare lei.

Un grazie enorme alla fine, che personalmente non m'è parso di meritare. Invece ho promesso che non la lascerò più nella sua solitudine, ci sentiremo e ci rivedremo ancora.

Alba