scritto da francesca il 9 05 2018

La Cassazione con una recentissima sentenza lo ha messo nero su bianco: se il marito o la moglie chattano su siti di incontri , il partner può ritenersi tradito. Ma, scusate, il tradimento non era qualcosa di più reale? Concreto? Scoprire lui o lei andare a letto con un’altra /un altro o baciare un’altra /un altro?
Vedere, incontrare qualcuno on line, chattare con un’altra lei o un altro lui su siti di incontri , è o no da considerarsi già tradimento?
Vogliamo metterla sulle Sacre Scritture? Tutti voi sapete che il nono comandamento dice: non desiderare la donna /uomo d’altri.
E allora?
Ma già il desiderio di un’altra persona che non sia la propria moglie o il proprio marito, può considerarsi peccato?
Secondo i cattolici si, è cosa da non fare. Poi evidentemente il mondo è cambiato, la vita mutata, e anche i peccati subiscono un certo ridimensionamento ma per un fedele questi peccati esistono e si devono andare a confessare.
Ma scusate, non è che qui si sta facendo il processo alle intenzioni?
E la regola quale sarebbe? Vale tutto? Non ci sono regole?
In realtà il giudice applica una legge e la stessa, all’art. 151 mette un obbligo che è quello di fedeltà. Ma il Codice non chiarisce da nessuna parte cosa voglia dire fedeltà. Quindi c’è un generico “comportati bene” da parte della Legge e i giudici si sono dati da fare per definire i criteri di fedeltà. E sono arrivati a questa conclusione: bastano circostanze oggettivamente idonee a sciupare il rapporto di fiducia tra i coniugi per parlare di infedeltà.
E quindi chattare o anche solo navigare, basta a rovinare un rapporto di fiducia, così dice la Legge.
La statistica oggi dice che le persone sole hanno superato le persone in coppia. Non solo ci si lascia di più ma è un periodo in cui nessuno riesce a trovare nessuno.
Insomma, è la fine di tutto o l’inizio della fine?
E’ possibile un finale diverso? Bisognerebbe avere la volontà di scriverlo un finale diverso.
Voi che ne dite?
Francesca