scritto da francesca il 14 05 2018

Chi ha avuto l'avventura di ascoltare "la zanzara" su Radio 24 condotta da Cruciani e Parenzo e non si è scandalizzato fino alla nausea , può dire di essere vaccinato alla parolaccia. Questa trasmissione è la quintessenza della scurrilità verbale e dell'offesa , spesso gratuita.

Lo psicologo Umberto Galimberti dice che con la mancanza di ricchezza di linguaggio e quando si attiva il momento di "attacco/fuga" aumentando l'adrenalina , la "parolaccia" può sortire come analgesico , si dice infatti che "ci si sfoga" mandando un qualche moccolo.

Certamente la carenza di parole porta alla semplificazione ..."ma che c...o dici ?" o " non me ne frega un c...o !", concentrando nell'improperio lo stato d'animo immediato e quindi l'aggressività.

Mark Twain , che non mancava certo di vocaboli disse " quando sono arrabbiato conto fino a quattro , quando sono molto arrabbiato , impreco !"

La ragione del dilagare dell' improperio e dell'uso smodato di parole volgari e scurrili la si può trovare nella banalizzazione delle stesse , che entrano nell'abitudine del discorrere , non più gestito da educazione e regole.

Il ragazzino si rivolge alla mamma dicendo "non rompere !" se non addirittura "sta zitta stronza" (sentito con le mie orecchie) . E' chiaro che se a questo punto non vola una sberla e si rimane interdetti per la maleducazione dell'adolescente , le porte sono aperte a qualsiasi altro improperio.

Nei talk show e in generale negli spettacoli televisivi, nei film , nei bar, allo stadio è un florilegio di contumelie , violenze verbali e parolacce , tanto che il termine "c...o" (uno dei nomi dell'attributo maschile...ma lo avete capito !) è diventato una semplice interlocuzione.

I politici ultimamente hanno abbandonato il "politically corret " lanciando addirittura campagne come il "Vaffanc... day" e se ascoltiamo i loro discorsi impariamo volgarità e oscenità a iosa.

Anche a me , ogni tanto , scappa un "c...o" , ma poi vado a guardare nella Treccani e leggo che oltre all'ovvio "membro virile " è anche una "locuzione" ... dobbiamo metterci l'animo in pace ?

 

Franco

scritto da francesca il 9 05 2018

La Cassazione con una recentissima sentenza lo ha messo nero su bianco: se il marito o la moglie chattano su siti di incontri , il partner può ritenersi tradito. Ma, scusate, il tradimento non era qualcosa di più reale? Concreto? Scoprire lui o lei  andare a letto con un’altra /un altro o baciare un’altra /un altro? Vedere, incontrare qualcuno on line, chattare con un’altra lei o un altro lui su siti di incontri , è o no da considerarsi già tradimento?

Vogliamo metterla sulle Sacre Scritture? Tutti voi sapete che il nono comandamento dice: non desiderare la donna /uomo d’altri.

E allora?

Ma già il desiderio di un’altra persona che non sia la propria moglie o il proprio marito, può considerarsi peccato? Secondo i cattolici si, è cosa da non fare. Poi evidentemente il mondo è cambiato, la vita mutata, e anche i peccati subiscono un certo ridimensionamento ma per un fedele questi peccati esistono e si devono andare a confessare.

Ma scusate, non è che qui si sta facendo il processo alle intenzioni?

E la regola quale sarebbe? Vale tutto? Non ci sono regole?

In realtà il giudice applica una legge e la stessa, all’art. 151 mette un obbligo che è quello di fedeltà. Ma il Codice non chiarisce da nessuna parte cosa voglia dire fedeltà. Quindi c’è un generico “comportati bene” da parte della Legge e i giudici si sono dati da fare per definire i criteri di fedeltà. E sono arrivati a questa conclusione: bastano circostanze oggettivamente idonee a sciupare il rapporto di fiducia tra i coniugi per parlare di infedeltà.

E quindi chattare o anche solo navigare, basta a rovinare un rapporto di fiducia, così dice la Legge.

La statistica oggi dice che le persone sole hanno superato le persone in coppia. Non solo ci si lascia di più ma è un periodo in cui nessuno riesce a trovare nessuno.

Insomma, è la fine di tutto o l’inizio della fine?

E’ possibile un finale diverso? Bisognerebbe avere la volontà di scriverlo un finale diverso.

Voi che ne dite?

Francesca