scritto da francesca il 1 12 2016

Siamo tutti vittima di pregiudizi. E' difficile, quasi impossibile esserne del tutto privi. Nessuno di noi si avvicina ad uno sconosciuto o ad una nuova esperienza con la mente sgombra da qualsiasi tipo di pregiudizio. Questo accade perchè, per evitare di arrivare all'incontro con l'ignoto del tutto disarmati, ci aggrappiamo a quello che la nostra mente ci suggerisce, pescando nel nostro bagaglio tra esperienze e cultura. E se non abbiamo proprio nulla a cui appigliarci ci affidiamo al "sentito dire", ai luoghi comuni, ai pregiudizi. Giudichiamo gli altri prima ancora di averli conosciuti veramente.
Lo facciamo senza malizia, il più delle volte, ma lo facciamo sempre, inevitabilmente. In questo modo, senza neanche rendercene conto, alimentiamo una specie di corto circuito del progresso, dello sviluppo, dell'innovazione.
Il pregiudizio, vale a dire il giudizio formulato ancora prima di sapere come stanno effettivamente le cose, è la peggiore zavorra che l'uomo può portarsi dietro nel cammino verso la conoscenza. Il pregiudizio rallenta i nostri passi, ci impedisce di muoverci e spesso non è nient'altro che un luogo comune.
Eppure il pregiudizio, sembra assurdo, ma ci rassicura, e quando lo esponiamo in gruppo, quasi ci consola perchè rinsalda la coesione di squadra, in quanto è comune.
Maschi contro femmine, famiglia contro società, campanile contro campanile, Nord contro Sud, italiani contro resto del mondo (e, in molti casi, viceversa), e così via. Il fatto è che i pregiudizi non sono mai innocenti né innocui, anche quando si presentano come neutri o addirittura positivi.
I luoghi comuni o pregiudizi dovrebbero renderci la vita più semplice invece finiscono per anestetizzarci i pensieri.
Per esempio diciamo spesso "l'abito non fa il monaco". Eppure chi si presentasse ad un colloquio di lavoro in un'azienda, quante possibilità avrebbe di essere assunto se ci andasse vestito da rapper?

E ancora "il popolo ha sempre ragione". Ma se fosse davvero così come la mettiamo con certi dittatori eletti proprio dal popolo e che hanno oppresso e sterminato migliaia di individui?
"La rete non ha padroni", ci credete davvero? Le 4 aziende di tecnologia più importanti del mondo, tanto per dire, quelle che ci permettono di inviare sms, interagire, telefonare, navigare tra social e compagnia buona, hanno un attuale cash di 500 Miliardi di dollari...(!!). Crediamo davvero di essere senza padroni quando facciamo circolare i nostri messaggi in rete?
Ma non esistono soltanto pregiudizi negativi, ne esistono per fortuna anche di positivi, per esempio quello che recita "gli uomini sono tutti uguali" . Certo, noi tutti vogliamo disperatamente credere che sia davvero così. Che a tutte le persone vengano offerte le stesse opportunità , che tutti siano uguali davanti alla legge, di fronte alle possibilità che offre il mercato del lavoro. Ma francamente chi si sente di sostenere che questa frase sia vera?
Alzi la mano chi crede di essere totalmente esente da pregiudizi. E come diceva Anatole France , io penso che il peggiore dei pregiudizi sia proprio quello di affermare di non avere pregiudizi.
Francesca