scritto da francesca il 25 10 2015

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"IO TIMBRO IL CARTELLINO A TE SE TU TIMBRI IL CARTELLINO A ME".

   

In questi giorni non si parla d'altro e purtroppo non è la prima volta che succede in questa Italia degli scandali.

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Un vigile urbano che fa passare il  badge in mutande.

 

Un funzionario che manda la figlia minorenne a passare il suo badge (così si impratichisce un pò..). E la piccina, per essere sicura di non sbagliare, lo passa almeno quattro volte nell'apparecchio.

   

Colleghi compiacenti che si scambiano i favori timbrando a turno, oltre al proprio, anche il cartellino di altri. Mentre il funzionario, nel frattempo, pratica canottaggio. Così, tanto per tenersi in forma. Ma l'ignobile corrotto non resiste alla tentazione di esibirsi pubblicamente e posta la sua foto sui social network (pure stupido..!).

   

E così via. Immagini che sono diventate  l’emblema di un’Italia un po’ rozza, svaccata e fannullona.  

 

Fotogrammi grotteschi, sembra di essere in un film di Fantozzi. Magari...Invece è tutta pura e amara realtà.

 

E' di questi giorni l'ennesima vergogna perpetrata ai danni dello Stato. Ma lo Stato non siamo noi? Ecco che alla fine chi paga per questi disonesti, ignobili quanto "marci" dipendenti statali, siamo sempre noi!!

 

Ma se questo succedesse a noi, impiegati del settore privato, ci avrebbero sbattuto fuori immediatamente, senza inchieste o procedure legate a lungaggini burocratiche. E avrebbero fatto bene!!

   

E invece stanno ancora lì a stabilire se questi manigoldi, truffatori potranno ancora mantenere il posto di lavoro o essere licenziati. Pazzesco!!!

   

Ho letto la lettera che qualche giorno fa ha scritto, a proposito del dilagare della corruzione nel nostro paese, Massimo Gramellini su La Stampa. Eccola:

 

"Se un dipendente pubblico dichiara di essere in ufficio senza esserci commette un reato. Ma se a dichiarare il falso sono in duecento, quasi la metà della forza lavoro del Comune di Sanremo, la strisciata collettiva di cartellini taroccati che cosa diventa? Una prassi. La costituzione non scritta di questa repubblica fondata sul livore per le ruberie altrui, ma dove si ruba pacificamente ovunque, mica solo all’Anas. La repubblica delle BanAnas. Per farne parte occorre avere la faccia come il badge. Come il vigile che timbra il cartellino in mutande e scompare nella nuvola dei fatti suoi. Come lo stakanovista della canoa che si segna lo straordinario e poi va a pagaiare, e magari si lamenta dei politici senza nemmeno essere attraversato dal sospetto di appartenere a una casta anche lui. Come il funzionario animato da nobili intenti educativi che manda la figlia a timbrare al posto suo e la povera fanciulla, volenterosa ma inesperta, striscia quattro volte il cartellino prima di imparare a truffare lo Stato. Come l’impiegata che passa nella macchinetta il proprio badge e quello di un paio di amiche con la naturalezza di chi oblitera il biglietto della metropolitana, mentre i colleghi in coda dietro di lei fingono di non vedere o si accingono a fare lo stesso. 

 

La malattia è talmente diffusa che i malati non sanno più di esserlo e i medici stanno peggio di loro. Forse qualche licenziamento in tronco potrebbe rinfrescare la memoria a tutti quanti. Perché Sanremo è Sanremo, cuore pop dell’Italia intera, ma se le telecamere nascoste venissero piazzate su qualsiasi altro palco del Belpaese lo spettacolo non sarebbe più allegro".  

   

Il cattivo esempio è di livello nazionale! E' la quotidianità della corruzione.

 

Ma la corruzione si potrà mai sconfiggere?

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Come cantava Gaber ..." la libertà è partecipazione"....ma anche " la comunità è partecipazione "!

   

Un' amica importante (almeno per me), ha scritto in una chat (piazza), che non scrive più articoli o commenti nei blog tematici perché ha paura di essere giudicata e contraddetta e che i blog tematici sono nelle mani di pochi e molti li disertano per questo motivo e perché non si sentono a loro agio.

   

Personalmente non credo che la colpa sia dei "pochi" che fanno vivere i blog , ma dei molti che non vogliono o non si sentono di partecipare. Se non ci sono apporti di articoli e di commenti i blog muoiono e rimangono solo le ennesime chat (il rullo a destra dello schermo ).

   

Capisco che la chat sia un modo rapido e poco impegnativo di bruciare il tempo , socializzare e sentirsi meno soli, ma spesso in questi siti le argomentazioni sono limitate ai saluti e a dissertazioni di "pura divagazione".

   

Abbiamo la fortuna di avere dei "blog tematici" , dove arricchire la nostra giornata con informazioni ed aprire dibattiti che possono anche essere accesi , controversi o anche sgradevoli (se si esce dalla pura dialettica e si entra in personalismi ,uscendo dal normale contradditorio)... questo sarebbe da evitare !

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Ci si deve abituare ad essere persone sociali , che disquisiscono e discutono di tutto, con opinioni che non sempre concordano ( per fortuna) , dando il senso alle diversità di pensiero di opinione sulla politica e sulla vita.

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Faccio sempre il paragone con i giornali , se noi riusciamo a fare delle "parvenze di media" con le poche pretese di una scrittura immediata e non professionale , commentando ciò che ci circonda , mi pare sia decisamente meglio che rimanere per ore "a leggere" le chiacchiere di due o tre persone , perché è questo che spesso succede nelle chat.

   

Si può non scrivere articoli, non commentare , ma almeno si legge qualcosa che non sia solo "ciao come stai!"...Poi è chiaro che il "ciao come stai !" E' necessario soprattutto per colmare solitudini ed avere la sensazione del dialogo , ma se parallelamente c'è la possibilità di leggere articoli e commenti un po' più impegnati e impegnativi , penso sia decisamente meglio.

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Il non attentarsi a scrivere articoli o commenti , mi pare un controsenso , quando in chat ci si attenta "in diretta" ad entrare spesso in argomenti e diatribe ben più spinosi di un articoletto o di un commento.

   

Nell'articolo , come si può constatare , si può parlare di tutto , quindi TUTTI possono esprimersi come sanno su argomenti di vita vissuta , di attualità di varia umanità ecc. senza il timore di essere giudicati .

   

Il commento è ancor più importante dell'articolo per poter sviluppare l'argomento , aumentandone la comprensione , facendo nascere un dibattito , che se non è offensivo o volutamente ostile , porta senz'altro alla crescita culturale di tutti.

   

GUAI però lasciare i blog nelle mani di chi " se la sente di scrivere" , è assolutamente necessaria la PARTECIPAZIONE del maggior numero di eldyani , per rendere più democratici e completi questi nostri "media".

   

Vorrei fare presente che nel web sono tantissime le chat , ma sono rarissimi i blog tematici , dove si può fare del piccolo giornalismo , dove si può fare cultura , parlare delle cose della vita , delle nostre esperienze , della bellezza della natura e della poesia.

 

Franco