scritto da francesca il 6 07 2014

Oggi ho scelto un argomento abbastanza delicato e difficile da trattare, ma mi piacerebbe ne discutessimo insieme.
Premetto: quel “no, grazie” è solo il mio personale pensiero, ma in un mondo dove le famiglie allargate vanno molto di moda, io risulterò sicuramente antiquata o, quantomeno, controcorrente .
Non sono bigotta, mi considero moderna per certi versi, ma senza fare del falso moralismo, in certe situazioni resto ancorata a valori fondamentali che obbligano ad atteggiamenti che preservino innanzitutto le persone più fragili ed esposte a difficoltà: I FIGLI.
I figli meritano tutto il rispetto e la comprensione in circostanze che comunque recano loro malesseri, confusioni, a dir poco, se non vere e proprie sofferenze. E questo, i genitori, lo devono tenere ben presente quando decidono di separarsi e formare un’altra famiglia con altro partner che, a sua volta, ha già dei figli avuti dal precedente compagno/a. Non solo, ma la crisi e la stabilità vengono fortemente minate quando i due nuovi partner decidono di mettere al mondo altri figli.
C’è di che perdere la testa se non si fa attenzione a non cadere in una serie infinita di errori.
E allora ecco che nascono intrecci inestricabili. Un piccolo esempio partendo dalla famiglia tradizionale. Papà e mamma, che hanno due bambini, li chiamerò, usando nomi di fantasia, Anna e Marco, decidono di separarsi. E fin qui tutto nella norma, più o meno. Dopo un po’ di tempo papà va a convivere con un’altra compagna e mamma fa lo stesso (ovviamente con un altro compagno).
I nuovi compagni di mamma e papà hanno, a loro volta, un figlio ciascuno avuto da precedenti relazioni. Anna e Marco si trovano così ad avere altri due bambini nelle nuove famiglie costituite dai loro genitori che, per non usare quella brutta parola “fratellastri”, chiameremo semplicemente quasi-fratelli. Ma non è finita. Papà e mamma di Anna e Marco vogliono dare ai loro nuovi partner un altro figlio. Anna e Marco avranno così, un nuovo fratello o sorella da parte di mamma ed un nuovo fratello o sorella da parte di papà.
Ironicamente mi viene da pensare ad una scena che ha del teatrale. Se un padre o una madre qualunque rivolgendosi a Marco o ad Anna dice: “vai a chiamare tua sorella” la risposta dei due sarebbe: “quale?”.
Ma c’è poco da fare dell’ironia, si tratta piuttosto di un reticolo di fili che si intrecciano e si ingarbugliano che creano una situazione che, se non fosse tristemente penosa, sarebbe comica.
Ma la cosa da non sottovalutare è il senso di confusione e disagio cui vengono sottoposti i figli, confusione che crea veri e propri malesseri, ansie, tensioni, angosce. E, non ultimo, da tenere in considerazione, i conflitti e le gelosie che inevitabilmente possono nascere all’interno di queste famiglie, tra fratelli acquisiti.
Leggendo su giornali o ascoltando dibattiti pubblici mi accorgo che si tengono più in considerazione le difficoltà incontrate dai grandi nel formare la nuova famiglia, anziché la preoccupazione per lo scombussolamento che questa crea nei bambini. Proviamo invece a metterci dalla loro parte e considerare le loro esigenze.

Riusciamo ad immaginare quanto andiamo ad impattare la loro vita? Siamo consapevoli che per elaborare esperienze esistenziali di questa portata serve tempo, oltre a sensibilità, disponibilità, comprensione ma soprattutto tanto, tanto affetto e vicinanza? Se sono particolarmente piccoli si può sconvolgere il loro universo, le loro sicurezze, i loro punti di riferimento. Evitare i traumi ed eliminare le loro paure è la cosa primaria da fare. Bisogna spiegare loro, con parole semplici, ciò che sta succedendo, ma soprattutto infondere in loro la tranquillità che mamma e papà (i loro) ci saranno sempre e li ameranno sempre, e forse più di prima.
Non voglio insegnare niente a nessuno, per carità. Non ne ho diritto nè capacità, anche perché non sono la persona più adatta a farlo. Anch’io ho avuto questa esperienza tanti anni fa. Provengo, infatti, da una separazione con conseguente divorzio. Ma mai, e sottolineo MAI, avrei sottoposto i miei figli a malesseri e disagi obbligandoli ad accettare un nuovo partner facente funzione di nuovo“padre” e/o eventuali suoi figli da considerare nuovi “fratelli”. Ripeto, sarò antiquata, ma per me la cosa più importante è sempre stata, e lo è tuttora, il benessere e la serenità dei miei figli.
E ora ditemi la vostra, senza problemi e con molta schiettezza. Il vostro pensiero ha sempre grande importanza per me.