scritto da francesca il 3 02 2013
Il nostro amico Antonino, inseguendo le sue libere riflessioni, ci propone un passaggio su alcune considerazioni che ha fatto riguardo al succedersi e alle trasformazioni sui tempi che stiamo vivendo. Lui cerca di capire se le difficoltà che incontra fanno parte esclusivamente di un divario generazionale o sono veri e propri cambiamenti dell'umano essere, sempre più attratto verso il compiacimento di sè stesso, l'appagamento e la realizzazione dei propri desideri senza più alcuna considerazione verso gli altri, ma soprattutto punta il dito sull'indifferenza, la violenza e la totale assenza di etica morale che oggi regnano quasi ovunque. Quanti di voi incontrano le stesse difficoltà e si confrontano quotidianamente con esse?
Il tempo corre, veloce, gli anni passano, si susseguono rapidamente, e forse a causa del loro passare che comincio a sentirmi un pesce fuor d'acqua nel contesto sociale attuale.
Comincio a vedere un divario sempre più grande tra la mia generazione e le successive, ma non si tratta di un "vecchio nostalgico" che vorrebbe tornare ai "bei tempi passati", non è certo questo che mi spinge a fare certe riflessioni, ma la consapevolezza che molte cose sono andate perse durante il cammino; valori, ideali, una filosofia di vita fatta di cose semplici.
Certo è naturale che i tempi cambino, bisogna sempre guardare avanti, non si può certo fermare il cammino e radicarsi su posizioni obsolete, ma la mia impressione è che al progredire della conoscenza umana, abbia corrisposto, in parte, anche una certa regressione nei sentimenti, nel modo di affrontare la vita, un tornare a certi momenti bui del passato. Basta guardarsi intorno, osservare ciò che accade, a tutti i livelli, e peggio, al semplice quotidiano delle gente comune.
Tutti arrabbiati, infastiditi, pronti a saltare addosso l'un l'altro per futilità, per difendere un proprio privilegio o per avere il sopravvento.
Violenza, stupri, omicidi, sono diventati il pane quotidiano, per non parlare dei bambini, vittime innocenti, colpevoli di essere nati nei luoghi sbagliati, uccisi dall'indifferenza di noi tutti. Così ci si barrica nelle proprie "fortezze" incuranti di tutto quanto accade anche accanto a noi, preoccupati solo di curare il proprio "orticello".
Sembra che la massima da seguire sia: "Basta che non toccano me, possono fare tutto ciò che vogliono".
Questa sembra essere la nuova morale. Rettitudine, dignità cominciano ad essere solo parole delle quali cercare il significato nel vocabolario.
Questa è la lezione che viene anche da coloro che dovrebbero essere,guida morale, coloro che sono stati delegati a fare gli interessi comuni, dello stato, e che preferiscono, alcuni, curare solo i propri di interessi, che danno lezione di moralismo.
Non si va più avanti per merito, ma per "certi meriti", si baratta la propria dignità per pochi denari, si fa merce di scambio del proprio corpo, o peggio, per ottenere un privilegio, un favore, a discapito di chi ancora sa essere onesto, a chi ancora crede in certi valori.
Questo è quello che mi amareggia, vedere come tutto stia diventando merce di scambio per ottenere qualcosa, come sia divenuto tanto importante l'apparire, come, pian piano, ideali, buone maniere, senso civico, un pò alla volta, stiano scomparendo per far posto alla barbarie.
Saranno certo gli anni che mi fanno parlare così, probabilmente sarò io a vedere le cose in maniera distorta, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate e se c'è qualcuno che ha le mie stesse "allucinazioni".
Antonino