Ci sono, a seconda delle regioni o paesi di appartenenza, vari modi per denominare, in base al numero di anni, gli anniversari di matrimonio. Da una ricerca, condotta sulla rete, sembra sia presente una certa confusione su tali denominazioni. Quello che sembra rimangano confermate, sono le ''nozze d'argento e le nozze d'oro''.
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Vi riporto qualche esempio: evidenziando in blu quella che è la denominazione tradizionale e in arancione quella moderna.
1° anno di Carta – di Cotone
3° anno di Pelle – di Cuoio
5° anno di Legno – di Seta
7° anno di Rame o Lana – di Bronzo o di Ottone
10° anno di Latta o Alluminio – di Stagno o Ottone o Bronzo
15° anno di Cristallo – di Porcellana
25° anno NOZZE D'ARGENTO
35° anno di Corallo – di Zaffiro o Giada
40° anno di Smeraldo – di Rubino
50° anno NOZZE D' ORO
60° anno DI DIAMANTE
70° anno di Ferro
75° anno di Platino – di Diamante
Il nostro interesse in questo momento mira al 40° anno di matrimonio. Mi concentro su questi anni per festeggiare insieme a voi MAURIZIA E DANILO.
Quaranta li avete raggiunti e l'augurio più sincero che vi posso fare, è che possiate in serenità, raggiungere i 50......e poi .....i 60 e......sinceramente, considerando la giovane età in cui vi siete sposati, credo possiate ambire anche i 70.
AUGURI DI VERO CUORE AMICI.....trascorrete e rivivete quel giorno importante di 40 anni fa insieme a vostro figlio e la sua famiglia, a parenti tutti e agli amici......RIGOROSAMENTE IN VERDE, colore dello smeraldo!
AUGURIIIII ANCHE DA TUTTA LA BANDA DI INCONTRIAMOCI!

Per voi questo video.
Dopo il Caravaggio a Roma, ecco il Caravaggio a Napoli: "Le sette Opere della Misericordia", custodito nella Chiesa del Pio Monte della Misericordia,
Ma questo dipinto non è l'unico a Napoli. Un altro capolavoro, "La flagellazione di Cristo", è custodito, invece, nel museo di Capodimonte, mentre "Il Martirio di Sant'Orsola", è solo da pochi anni custodito a Napoli, nella Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano (Via Toledo) ex sede della Banca Commerciale Italiana. Dopo quasi cinquecento anni di vita avventurosa e tormentata il dipinto approda alla quiete e al calore di una residenza totalmente restaurata, ritrovando la città nella quale era stato ideato e dipinto.
Ma torniamo al dipinto de "Le 7 Opere della Misericordia".
Flavio, appassionato d'Arte, come ormai tutti saprete, ci accompagna per mano a visitare ed apprezzare (spiegandoci egregiamente tutti i dettagli) uno dei più bei dipinti del Caravaggio ("Le sette Opere della Misericordia"). Nel settembre del 1606, appena giunto a Napoli, Caravaggio ricevette la commissione per una grande tela da collocare sopra l'altare maggiore della Chiesa del Pio Monte della Misericordia di Napoli, dove è ancora oggi. Dai documenti trovati (alcuni dei quali sono nell'Archivio del piano superiore, come dirò più avanti) si evince che, già nel febbraio del 1607, l'artista aveva ricevuto il saldo di quattrocento ducati, dato questo che induce a credere che la tela fosse stata consegnata alla chiesa proprio in quel periodo.
Ed ora la parola a Flavio:
Solo un grandissimo artista come Caravaggio poteva darci quelle emozioni che prova il visitatore davanti a una delle sue opere più importanti, quella tela di 390x260 custodita a Napoli nella Chiesa del Pio Monte della Misericordia, che finalmente sono riuscito a raggiungere il maggio scorso anche grazie alle chiarissime indicazioni per raggiungere la chiesa fornite gentilmente dalla “nostra” Rosaria.
Sono entrato leggermente emozionato, conoscevo quel quadro da moltissimi anni ma lo avevo ammirato sempre e solo sui libri. Quando me lo sono trovato di fronte è stato diverso e se dico che sono rimasto sconvolto è dire poco.
Di fronte a quell’opera ho compreso le difficoltà di riuscire a capire il carattere di quella pittura che non era di maniera, non certamente barocca (anche se qualche elemento ne era la prova), con insoliti elementi di classicismo e finanche un piccolo particolare “volgare”: la figura dell’uomo che si lascia cadere in bocca l’acqua da un fiasco che rappresenta una delle sette opere misericordia (dar da bere agli assetati).
L’intera composizione si divide in due gruppi, nella parte in alto la Vergine col Bambino, sorretta da due Angeli con grandi ali, il volto sereno, tranquillo, guarda verso il basso quasi per mostrare consenso e affetto alle figure sottostanti.
Stupenda l’immagine dei due angeli, sembrano quasi abbracciati, ma è solo uno dei due che tiene su l’altro circondandolo con le braccia. Anche loro sono rivolti alle scene sottostanti. Il drappo svolazzante è forse l’unico elemento barocco dell’opera.
Sotto sono rappresentate le sette opere.
Si è gia detto di una di esse (dar da bere agli assetati) bisogna solo aggiungere che parte della critica ravvisa nell’uomo la figura di Sansone che beve dalla mascella di un asino.
“Visitare i carcerati” e “dar da mangiare agli affamati”: sono simboleggiate dalla figlia che, di nascosto, nutre con il suo latte il padre condannato a morire per fame.
“Seppellire i morti”: si vedono appena i piedi e le gambe di un cadavere portato a sepoltura.
“Vestire gli ignudi”: un giovane, (si pensa a San Martino) dopo aver diviso in due il suo mantello ne dà una metà ad un uomo seduto per terra ripreso di spalle.
“Ospitare i pellegrini”: proprio dietro il giovane con il mantello un signore benvestito indica la sua casa ad un pellegrino.
“Curare gli infermi”: Sempre a San Martino è collegata la figura in basso dello storpio.
E’ da mettere in risalto la figura dietro la donna che nutre il padre col suo latte, si tratta di un sacerdote che regge una torcia accesa che illumina il viso e la veste bianca della donna. Il particolare è interessante perché è l’unico esempio di una sorgente luminosa in un quadro del pittore. In tutte le altre opere infatti il fascio di luce viene da una sorgente posta all’esterno della scena.
Con quest’opera Caravaggio abbandona gli schemi tradizionali e attua una vera e propria rivoluzione nelle sue opere, rappresenta con estremo realismo talune scene bibliche ed altre di tipo quotidiano con rinvii mitologici.
Nota di Rosaria
Ed ora una foto "inedita" che riproduce il quadro del Caravaggio, ("inedita" nel senso che non è stata scaricata da Internet, bensì scattata da Nadia di "stramacchio", approfittando della distrazione del custode, intento a leggere il giornale, in occasione della sua venuta a Napoli nel novembre 2009). Certamente non è molto chiara e nitida come quella scaricata da internet, date le precarie condizioni e la distanza da cui è stata scattata, ma resta, comunque, una foto abbastanza "rara e preziosa" dal momento che li' dentro foto non se ne possono fare.
Altri sei dipinti, fra cui uno di Luca Giordano e un altro di Battistello Caracciolo, ornano gli altari laterali della chiesa.
Mi permetto, ora, di aggiungere, a quanto detto egregiamente da Flavio, qualche notizia sulla Chiesa del Pio Monte della Misericordia, essendo io napoletana.
E’ una Storica Istituzione, situata nel centro storico di Napoli (Via dei Tribunali), fondata da sette giovani nobili napoletani, Istituzione che da quattro secoli si dedica alla beneficenza e all'assistenza.
Nata nel 1601, e autorizzata dal re Filippo III di Spagna nel 1603, svolge attività di carità cristiana ispirandosi alle Opere della Misericordia Corporale. La sua antica sede, con lo storico palazzo e la chiesa eretti nel secolo XVII, conserva un vasto patrimonio storico artistico, tra cui uno dei capolavori più noti di Michelangelo Merisi da Caravaggio.
Come ci si può arrivare:
1) percorrendo tutto il Decumano maggiore (Via dei Tribunali), tagliando via Duomo. A pochi metri sulla destra c'è la chiesa del Pio Monte;
2) percorrendo tutta via Duomo (venendo da Piazza Cavour) , passando accanto al Duomo e girando a sinistra.

Quadreria 1° piano Pio Monte della Misericordia
Inoltre, e non tutti ne sono a conoscenza, al primo piano, è visitabile, previo modesto ticket, la QUADRERIA, dove è esposta una delle più importanti collezioni private italiane che vanta, oltre al maggior nucleo di dipinti e bozzetti di Francesco De Mura, opere italiane e straniere che vanno dal '500 fino all'800 (Ribera, Stanzione, Vaccaro, Fracanzano, Pitloo ed altri significativi artisti). Vi si accede dal portale a sinistra del portico del palazzo, oppure dall'interno della stessa chiesa, salendo al primo piano.(Basta chiedere)
In alcune sale del palazzo è ospitato anche l'ARCHIVIO STORICO in cui sono conservati documenti antichissimi anche anteriori alla fondazione dell'Ente. Attualmente, come un tempo, i Governatori, unitamente al Soprintendente, si riuniscono ogni settimana in queste sale, per decidere sulle attività assistenziali da svolgere gestendo e sostenendo economicamente alcune strutture destinate alle persone più bisognose come: un Orfanotrofio, un Asilo, una Casa di riposo, un Oratorio, un Poliambulatorio, un Ospedale Psichiatrico Giudiziario e persino il Carcere Minorile.
Per approfondire ulteriormente la conoscenza del Pio Monte della Misericordia ho trovato due video riepilogativi del tutto:
- il primo dedicato interamente alla Chiesa e alla Quadreria che è annessa:
- il secondo dedicato al Caravaggio e alla sua magnifica opera.
VE LI SOTTOPONGO E.........B U O N A V I S I O N E

Quadreria 1° piano Pio Monte della Misericordia







