scritto da rosaria3.na il 16 10 2009
Leggo un articolo di Javier Marìas apparso sul Corriere della Sera dell’11 ottobre 2009 a pag. 8. L’articolo è stato tradotto dallo spagnolo da Teresa Buffo. Ne riporto ampi stralci perché mi sembra molto lucido e “vero”.

Ecco quello che scrive Marìas:
Sembra che ogni nuova generazione di giovani sia sempre più suscettibile e sempre più pusillanime e ogni nuova generazione di genitori sempre più disposta a proteggerla e a incoraggiare questa pusillanimità, in un crescendo senza fine. Gli adulti, poi, si allarmano di fronte ai risultati, quando è
ormai troppo tardi: si ritrovano in casa adolescenti tirannici che non tollerano il minimo contrattempo o frustrazione; che a volte usano le mani (soprattutto contro le madri, che sono le più deboli); che aggrediscono la polizia, danno fuoco
alle auto e cercano di assaltare le questure (che spasso! perché è stato impedito loro di protrarre un rumoroso festino, un “botellòn”, fino alle tre di mattina, come è successo pochi giorni fa nella facoltosa Pozuelo de Alarcòn, appena fuori Madrid; giovani che, nel peggiore e nel più estremo dei casi, violentano in gruppo una ragazza della loro età o anche più giovane, come è avvenuto in un paio di occasioni in Andalusia qualche mese fa; e che naturalmente abbandonano prematuramente gli studi, quando non hanno ancora le competenze per svolgere qualsiasi lavoro. Questi adolescenti pusillanimi e dispotici non provengono in genere da famiglie emarginate o povere (sebbene, come in ogni cosa, esistano delle eccezioni) ma dalle classi medie e benestanti. Sono quei giovani che si è potuto e voluto viziare; se non dal punto di vista affettivo, certamente da quello economico.
Gli studenti dell’Università inglese di Cambridge appartengono ancora, per la maggior parte, a queste classi più o meno agiate e insolenti e sono molto “sensibili” a giudicare da quello che hanno chiesto e ottenuto. Hanno deciso che pubblicare i tabelloni con la lista dei risultati finali degli esami (esami pubblici, così si chiamano) è troppo “stressante”, poiché provoca loro “un’ansia eccessiva e non necessaria” e presuppone un’”umiliazione”, visto che permette ad altre persone di sapere se si è stati promossi o bocciati. Il corpo docente protettore ha accolto la loro richiesta, così ora riceveranno i loro voti via e-mail o potranno consultarli online 48 ore prima che vengano esposti. Non è difficile prevedere che alla prossima generazione questo sembrerà insufficiente, e si pretenderà che le liste non vengano nemmeno esposte. Gli adulti, andando di questo passo, non oseranno contrariarli e così si perderà un’altra delle motivazioni degli studenti ad applicarsi, ossia: la vergogna di apparire davanti ai compagni come degli asini, dei pigri o degli incompetenti.”.
La finisco qui la citazione. Ma l’articolo continua e ne consiglio vivamente la lettura. Io non so se basterebbe qualche schiaffone, come dice l’autore, dato al momento giusto, per cambiare una situazione ormai deteriorata. Quando si è già arrivati alla violenza conclamata non puoi certo tornare indietro dando solo schiaffoni,. Ma affido a voi l’argomento. Mi sembra un tema su cui si possa chiacchierare.

